Cgil: Inps, una riorganizzazione che non convince

Cgil: Inps, una riorganizzazione che non convince
30 Ott 2026

Dal Segretario generale Fp Cgil Abruzzo e Molise Luca Fusari riceviamo e pubblichiamo la nota che segue 

In data 27 ottobre, presso la Direzione Regionale Abruzzo, si è svolta una riunione alla presenza di tutte le Organizzazioni Sindacali, nel corso della quale il Direttore Regionale, Dott. Antonello Crudo, ha comunicato l’intenzione di apportare una significativa modifica all’attuale assetto organizzativo delle quattro province abruzzesi, attraverso la costituzione di un Polo regionale di Gestione Pubblica, da localizzare presso la sede di Pescara

Secondo quanto rappresentato, la nuova struttura sarebbe chiamata a gestire le attività di prodotto relative ai pensionati pubblici, nonché le ulteriori attività ad esse collegate.

L’avvio del nuovo assetto organizzativo è previsto a regime dal 1° marzo 2027, contemplando altresì una fase successiva destinata allo smaltimento delle lavorazioni arretrate.

La comunicazione ha comprensibilmente suscitato forte preoccupazione tra il personale delle sedi interessate e all’interno della nostra Organizzazione, in considerazione delle rilevanti ricadute che una simile riorganizzazione potrebbe determinare.

Tra le principali criticità evidenziamo, in primo luogo, il rischio che la concentrazione delle attività presso un’unica sede possa determinare una significativa riduzione, se non la perdita, di importanti presìdi professionali sui territori, con il conseguente ulteriore indebolimento di realtà che già presentano condizioni di svantaggio.

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il personale delle sedi che, a seguito della riorganizzazione, non sarebbe più impegnato nella lavorazione di tali prodotti. Oltre al rischio di dispersione delle conoscenze, delle competenze e delle professionalità maturate nel tempo, che costituiscono un patrimonio prezioso per l’Istituto, riteniamo indispensabile che vengano definiti con chiarezza i futuri percorsi organizzativi e professionali dei lavoratori interessati.

Alla luce della portata dell’intervento prospettato, riteniamo inoltre necessario che il confronto possa avvenire sulla base di dati oggettivi e documentati relativi alla produzione e ai carichi di lavoro di tutte le sedi coinvolte, nonché attraverso la presentazione complessiva del progetto di riorganizzazione, delle sue modalità attuative e delle relative ricadute sul personale e sui territori.

Per tali ragioni, abbiamo chiesto formalmente la convocazione di un tavolo di confronto con tutte le Organizzazioni Sindacali, al fine di approfondire nel merito la proposta di riorganizzazione, valutarne attentamente le conseguenze e acquisire tutti gli elementi necessari prima dell’avvio del nuovo assetto.

Riteniamo che un intervento organizzativo di tale rilevanza debba necessariamente essere accompagnato da un confronto preventivo, trasparente e approfondito, capace di coniugare le esigenze organizzative dell’Istituto con la tutela delle professionalità, dei lavoratori e dei presìdi territoriali.


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