Sanità, 150 precari senza rinnovo alla Asl dell’Aquila: USB attacca Regione e azienda sanitaria

Sanità, 150 precari senza rinnovo alla Asl dell’Aquila: USB attacca Regione e azienda sanitaria
03 Ago 2026

Nota di USB Lavoro Privato – Federazione Abruzzo e Molise

PESCARA – Il mancato rinnovo e la mancata stabilizzazione di circa 150 lavoratori precari della Asl 1 dell’Aquila finiscono al centro dell’intervento di USB Lavoro Privato Abruzzo e Molise. Il sindacato torna sulla situazione del personale sanitario dopo quanto già avvenuto, secondo quanto riferisce la stessa organizzazione, alla Asl 2 di Chieti lo scorso 30 giugno.

USB contesta in particolare un modello organizzativo basato sul ricorso prolungato a contratti a termine, cooperative ed esternalizzazioni. Secondo il sindacato, strumenti nati per rispondere a necessità temporanee sarebbero diventati nel tempo una soluzione strutturale alle carenze di personale, con conseguenze sia sull’organizzazione dei servizi sia sulla continuità del rapporto tra operatori e pazienti.

Al centro della presa di posizione c’è soprattutto il futuro dei lavoratori precari. USB sostiene che molti di loro abbiano continuato a lavorare confidando nella possibilità di una successiva stabilizzazione e richiama gli strumenti previsti dalla normativa nazionale, citando in particolare la Legge di Bilancio 2026.

L’organizzazione sindacale pone inoltre l’accento sulle conseguenze personali e familiari della precarietà. Contratti di breve durata e rinnovi frequenti, evidenzia USB, renderebbero difficile programmare il futuro, accedere al credito e costruire una stabilità economica e familiare, determinando allo stesso tempo una condizione di forte pressione psicologica.

Il sindacato ricorda poi il contributo fornito dal personale precario nei reparti delle aziende sanitarie dell’Aquila e di Chieti, soprattutto durante i periodi caratterizzati da emergenze e carenze di organico. Per USB, la conclusione dei rapporti di lavoro senza una prospettiva di continuità rappresenta una risposta inadeguata nei confronti di personale che negli anni ha contribuito a garantire il funzionamento dei servizi.

Critiche vengono rivolte anche alle scelte delle istituzioni regionali e dei vertici delle aziende sanitarie. Secondo USB sarebbe necessario valutare tutte le possibilità disponibili per superare il precariato, compresi gli eventuali margini economici derivanti dall’internalizzazione di alcuni servizi e dalla riduzione dei costi legati all’intermediazione.

Il sindacato interviene anche sulla procedura di raffreddamento e sul coinvolgimento del Prefetto, precisando che questo passaggio può avere una funzione di mediazione e pressione istituzionale, ma non può determinare direttamente il rinnovo dei contratti o la stabilizzazione del personale. Per arrivare a una soluzione, sostiene USB, sarebbe dunque necessaria una precisa volontà da parte delle aziende sanitarie e della Regione Abruzzo.

Infine, USB invita i lavoratori interessati dalla cessazione dei rapporti a rivolgersi tempestivamente alle proprie strutture territoriali per valutare eventuali iniziative legali. Il sindacato richiama in particolare il termine di 60 giorni dalla conclusione del rapporto per l’avvio della prima fase formale e fa sapere che l’assistenza legale viene curata dall’organizzazione senza spese per gli iscritti.

 


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