Due storie segnate da un grande dolore, ma anche da un gesto di straordinaria generosità, riportano al centro l’importanza della donazione degli organi. Nei giorni scorsi all’Ospedale di Pescara sono state portate a termine due procedure di prelievo multiorgano che consentiranno a diversi pazienti in lista d’attesa di ricevere un trapianto.
Il primo donatore era un uomo di 59 anni di Civitella Casanova (Pescara), deceduto a causa di una improvvisa e irreversibile emorragia cerebrale. Dopo la certificazione della morte con criteri neurologici, avvenuta il 5 marzo 2026 nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Pescara, la famiglia ha autorizzato la donazione degli organi, compiendo una scelta che – come hanno raccontato i familiari – rispecchiava la volontà espressa più volte in vita dal loro caro.
Grazie a questo gesto è stato possibile avviare una complessa macchina organizzativa che ha coinvolto più équipe chirurgiche provenienti da diverse regioni italiane. Nel Blocco Operatorio dell’Ospedale di Pescara, diretto dal Dr. Vincenzo Gargano, sotto il coordinamento del Centro Regionale Trapianti con sede a L’Aquila e del Coordinamento Trapianti della ASL di Pescara curato dal Dr. Alessandro Patarchi, sono stati prelevati cuore, polmoni, fegato, reni e cornee. Gli organi sono stati destinati a riceventi in diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Veneto, Sicilia, Abruzzo e Lazio, offrendo a molti pazienti una concreta possibilità di cura e di nuova vita.
Il secondo caso riguarda un uomo di 42 anni di Casoli (Chieti), deceduto per le complicanze irreversibili di un arresto cardiaco. Anche in questo caso, nonostante il dolore per la perdita, i familiari hanno scelto di autorizzare la donazione degli organi, nella consapevolezza di rappresentare la volontà del loro caro. Dopo la certificazione della morte (ai sensi della legge 578 del 1993), avvenuta il 6 marzo 2026, e la successiva valutazione di idoneità coordinata dalla Dr.ssa Silvia Talamazzi, dirigente medico della Rianimazione, sono stati prelevati fegato e reni. Le équipe chirurgiche intervenute provenivano dall’Aquila e da Roma.
I percorsi di donazione sono stati gestiti dall’équipe della UOC di Terapia Intensiva, Anestesiologia e Terapia del dolore dell’Ospedale di Pescara, diretta dalla Dr.ssa Rosamaria Zocaro, con la responsabile della UOS Rianimazione Dr.ssa Antonella Frattari e la coordinatrice infermieristica Dott.ssa Irene Rosini, hanno seguito con grande attenzione tutte le fasi del percorso, dalla presa in carico clinica fino alla donazione. Fondamentale anche il supporto psicologico alle famiglie, assicurato dalla Dott.ssa Alessandra Pagnani, che accompagna i familiari in momenti di particolare fragilità emotiva.La donazione degli organi rappresenta uno dei pilastri del sistema trapianti italiano e consente ogni anno di salvare o migliorare la vita di migliaia di persone. Proprio per questo si ricorda quanto sia importante esprimere in vita la propria volontà di donare: una scelta che può essere registrata al momento del rinnovo della carta d’identità, attraverso l’iscrizione all’AIDO o compilando gli appositi moduli disponibili presso le Aziende Sanitarie di appartenenza.
Alle famiglie dei due donatori va il ringraziamento della Direzione Strategica della ASL di Pescara e di tutti i professionisti coinvolti nel percorso di donazione e trapianto: un gesto di grande umanità che, anche nei momenti più difficili, ha permesso di trasformare una perdita in una speranza di vita per altre persone.
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