Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Alfonso De Amicis storico esponente della sinistra aquilana
La teoria delle due società appartiene ad Asor Rosa. Essa risale agli anni ’70. Una parte della società è dentro il perimetro del benessere, dentro il sistema, l’altra è fuori, ai margini. Il governo Meloni degna erede delle politiche di austerità del banchiere Draghi ne è la perfetta interprete. Una rigorosa applicazione dell’ordoliberismo a matrice europeo. Il governo Meloni è l’autrice perfetta di quanto descritto 50 anni fa da Alberto Asor Rosa. La prima società con dentro il mondo borghese ed in generale i produttori, l’aristocrazia operaia, e il lavoro autonomo, oltre quello professionistico in genere, e la seconda quella degli esclusi, coloro che non raggiungono un certo reddito, i disoccupati, i precari, e i migranti i redditi bassi, coloro i quali sono travolti dai debiti. In generale coloro i quali sono esclusi dal mondo produttivo. Per costoro non ci deve essere spazio. Si creeranno recinti, le due società non dialogheranno, un po’ come nelle metropoli americane. Occorre governare dall’alto contraddizioni laceranti che non lasciano spazio a compromessi sociali. Le torsioni autoritarie se non reazionarie viaggiano in tutta Europa. Occorre che in Italia ci si prepari. Ed in questi giorni si è aperto un supposto dialogo tra Giorgia Meloni, le cui radici storico politico sono di un partito dichiarato dalla Carta illegale, e da un passaporto americano che ha fatto lo stage con Obama. Paragonate i personaggi creati in laboratori sotterranei ai padri Costituenti e avrete la Montagna e i topolini. I padri costituenti: La Pira Dossetti Nenni, Calamandrei, Togliatti Terracini, padri di alta politica, di formazione culturale possente, da parte di tutti. Ora è una farsa o meglio una tragedia continua. Iniziò il centro sinistra con il Titolo V sfasciando lo Stato. Un regionalismo che ha portato al caos e alla moltiplicazione dei centri di spesa incontrollabili facendo schizzare il debito pubblico (altro che il Welfare) e ammazzando i servizi specie la sanità (con il COVID ne abbiamo avuto un esempio lampante). Gli ultimi avvenimenti danno il conto di come una classe politica inetta e servile degna di una Galilea qualsiasi pensano di controllare le “due società” a colpi d repressione politiche autoritarie, disprezzo degli ultimi con il maglio delle televisioni unificate. E tuttavia la Francia ha indicato il primo viatico. Non bisogna mai guardare al quotidiano ma leggere negli interstizi della storia le tendenze telluriche. Per intanto è finita la farsa della democrazia, chi manda armi a Kiev, chi manda flotta nel Mar Cinese Meridionale, chi boccia il Memorandum della Via della Seta. Il compiacere verso il padrone è illimitato. Noi e loro. E dentro i confini Noi e loro. Finisce quindi la farsa democratica. È sempre più vero, sempre più aderente alla mortifera realtà ciò che ha scritto Wolfgang Streeck: “il moderno capitalismo finanziario non ammette alternative, esso infatti ha sussunto destra e sinistra”. Vero è che oggi la “politica” è solo passacarte di decisioni che vengono prese in altri posti. In luoghi lontani al riparo di contestazioni. Il vero decisore appare apolide difficile da bersagliare. Pur tuttavia Warren Buffet uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo è stato chiaro e lapalissiano: noi stiamo combattendo una guerra e la stiamo vincendo. In fondo basta diradare un po’ di polvere per avere un po’ di chiarezza.
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