Fondi per l’Abruzzo saranno presto disponibili dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il piano approvato nel 2021 dall’Italia per rilanciare l’economia dopo la pandemia di Covid-19, al fine di permettere lo sviluppo verde e digitale del Paese. Per consentire la ripartenza, i fondi sono impiegati in vari ambiti che direttamente o indirettamente aiuteranno l’Italia a colmare i ritardi sulla strada della modernizzazione e della digitalizzazione. In particolare tra Pnrr e Pnc, il fondo complementare, sono in dirittura d’arrivo 216,5 milioni per progetti nel settore sanitario, 620 milioni per potenziare la tratta ferroviaria Roma-Pescara e oltre 80 milioni per l’ammodernamento delle scuole. In quest’ultimo ambito, sono previsti interventi sulle biblioteche interne, per l’allestimento di aule digitalizzate e per progetti finalizzati a didattiche innovative e multimediali, oltre naturalmente ai fondi destinati all’edilizia scolastica. Inoltre, altri 292,3 milioni verranno utilizzati per la rigenerazione urbana delle quattro province abruzzesi, con il capoluogo di Regione a far la parte del leone con 90 milioni, seguita da Chieti con 58,4 milioni, Teramo con 56,1 milioni e Pescara con 42,9 milioni. La disponibilità dei fondi derivanti dal Pnrr è stata integrata da una tranche dei soldi già stanziati dai fondi complementari dopo i terremoti degli ultimi anni, che ammontano complessivamente a 1,78 miliardi di euro, suddivisi tra la parte destinata alla messa in sicurezza e alla infrastrutturazione digitale delle nostre città, 1,08 miliardi circa, e la parte che sarà impiegata per il rilancio del tessuto economico e produttivo della Regione, circa 700 milioni. L’esito dei bandi, la cui dead line c’è stata nel novembre del 2022, saranno resi noti nei prossimi mesi.

(fonte: Corriere della Sera)
Il percorso del Pnrr vive settimane decisive, accompagnate dalle fibrillazioni politiche interne alla maggioranza di governo e i possibili scenari di una rimodulazione del piano. Sotto la lente d’ingrandimento, ci sono le criticità nel dare attuazione ai progetti presentati: le amministrazioni locali, infatti, non sempre sono in grado di spendere le risorse provenienti da Bruxelles: l’iter, molto spesso, finisce per incagliarsi su una valutazione d’impatto ambientale o su una conferenza dei servizi, nonostante molte procedure siano state molto semplificate. Staremo a vedere se alle premesse indicate, seguirà la tanto agognata attuazione.
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