La rincorsa dell’Aquila si è fermata a Termoli (0-0). Il Campobasso passa a Chieti e va in serie C

Foto Sara Occhiuzzi
Foto Sara Occhiuzzi
28 Apr 2024
di Alessandro Tettamanti

La rincorsa dell’Aquila 1927 si è fermata a Termoli, infrangendosi davanti il Mar Adriatico con uno striminzito 0-0, mentre a Chieti il Campobasso ha vinto per 2-0, allungando così a +4  e laureandosi quindi, con una giornata di anticipo, campione del girone F di serie D.

All’Aquila, che termina un ottimo campionato da seconda in classifica, il merito di aver tenuto in vita fino all’ultimo la competizione con otto vittorie, un pareggio e una sola sconfitta nelle ultime dieci gare, che però non sono bastate a recuperare i troppi punti persi in precedenza, che l’hanno messa nella posizione di non essere più la sola padrona del suo destino e obbligandola a sperare negli errori altrui.

A consolare leggermente l’amarezza aquilana, la valutazione che se anche la splendida rovesciata di Del Pinto nel secondo tempo (nella foto di copertina), anziché prendere il palo fosse entrata, sarebbe stato difficile immaginare un nuovo passo falso del Campobasso in casa, contro un Termoli già salvo.

Foto Sara Occhiuzzi

Foto Sara Occhiuzzi

L’Aquila è arrivata allo stadio Cannarsa con un malcelato entusiasmo, riscontrabile nel gran numero di tifosi arrivati in Molise e che già dalle ore precedenti il match si erano riversati nelle strade della città adriatica.

Sopratutto però c’è arrivata con la stanchezza di cinque vittorie consecutive sul groppone e senza due importanti interpreti di questo avvincente finale di stagione: Giuliodori e Origlio, gambe, le loro, essenziali nel 3-4-3 che Cappellacci ha cucito addosso a questa squadra dopo la pesantissima sconfitta di Ascoli.

Certo, ci si aspettava qualcosa di più da un primo tempo in cui i rossoblù sono scesi in campo senza riuscire minimamente a scardinare un Termoli attento a non lasciare nessuno spazio, evidenziando nuovamente le note difficoltà ad andare in rete.

Nella seconda frazione però la squadra di Cappellacci ha provato a vincere, spingendo maggiormente e sfiorando il gol  con la rovesciata dell’Aquilano Del Pinto finita sul palo al 22′ – forse deviata dal portiere avversario Lombardo – ma anche con Di Santo che ha sciupato da solo davanti la porta, e ancora con Del Pinto al 40’ che, lasciato solo sul secondo palo sugli sviluppi di un corner, l’ha messa incredibilmente di poco al lato di testa.

Per L’Aquila si conclude così il sogno di vincere campionato. Dopo la partita col Notaresco però dovrà affrontare i play off con due turni da giocare entrambi in casa e per cui basterà un pareggio ai supplementari per vincere, visto il miglior piazzamento in classifica. Play off che però non sanciscono la promozione, ma solo la possibilità di un ripescaggio, che tiene comunque accesa una tenue possibilità di andare comunque in serie C.

Al netto di ciò, per L’Aquila 1927, dopo l’ultima partita di domenica – che vedrà nuovamente lo stadio pieno per dare alla squadra il meritato tributo – è già tempo di programmare la prossima stagione.

Il secondo posto ottenuto fornisce di certo alcune basi da cui ricominciare e costruire, ma anche la possibilità di cambiare quello che non va per puntare nuovamente alla promozione. Cambiare d’altronde è stato fondamentale in quest’annata in cui Cappellacci è subentrato a dicembre al posto di Epifani. Fosse arrivato prima probabilmente la stagione sarebbe finita diversamente, vista la media punti del mister di Tortoreto. E’ probabile che a decidere se restare in panchina per il prossimo anno, o andar via, sarà più di tutto la sua motivazione. Questo però lo scopriremo solo nelle prossime settimane. Di certo, va detto, Cappellacci è andato vicino al miracolo, facendo tornare a fare sogni di pallone a una città che da tempo aveva smesso di sognare e che quindi solo per questo è pronta a ringraziarlo.

Alla base di tutto una società che nei fatti si dimostra seria e stabile e che dopo tre campionati vinti, ha riportato L’Aquila a riempire svariate volte lo stadio in serie D, con un entusiasmo quasi dimenticato e con il quale gli aquilani sono tornati a convincersi che sì, è possibile fare del buon calcio, di livello, anche nell’area interna dell’Abruzzo. 

Ecco questa stagione potrebbe essere servita a questo: a convincere per prima L’Aquila stessa che il palcoscenico che merita va indubbiamente oltre la serie D. Società, squadra e pubblico quest’anno lo hanno ampliamento dimostrato. 

LA CRONACA DELLA PARTITA

Cappellacci schiera al posto degli infortunati Origlio e Giuliodori, rispettivamente Mantini e Mandrelli, che torna dopo molto tempo tra i titolari.

Al 7’ giallorossi di casa  pericolosi con Burzio che non riesce a girare un pallone in area.

Al 24’ Marcheggiani servito da Banegas va al tiro, ma la manda alle stelle.

Al 31’ un tiro da fuori di Gabrielli trova pronto Michielin.

Al 32’ Banegas da fuori aria la mette di poco a destra del palo. 

Al 36’ Angiulli da lontano tira e Lombardo compie la prima parata della sua partita. 

Il secondo tempo si apre al 3’ con Mantini che crossa: la palla però va verso l’incrocio con Lombardo che però non si fa sorprendere e la blocca. 

Al 13′ il  Termoli si fa pericoloso con un’azione sulla destra che alla fine la difesa rossoblù riesce a sbrogliare.

Cappellacci inizia a cambiare e immette prima Del Moro al posto di Mandrelli e poi, al 21′, Costa Ferreira al posto di Mantini.

Al 22′ Banegas crossa e Del Pinto coglie il palo con una spettacolare rovesciata. 

E’ il momento dell’Aquila: al 24′ Di Santo, solo davanti la porta, la spara alta su nuovo cross di Banegas. 

Al 31′ conclusione debole di Garzia, Michielin para. 

Al 32′ esce Angiulli ed entra Alessandro, con Costa Ferreira che va a posizionarsi a centrocampo al posto dell’uscente numero 6.

Al 38′ è il turno anche di Persiani che entra la posto di un evanescente Marcheggiani. 

Al 40′ l’ultima ghiotta opportunità per L’Aquila: da angolo Del Pinto, solo sul secondo palo, la mette incredibilmente fuori di testa e si dispera. 

Nei minuti di recupero c’è anche il tempo per l’esordio di  Pisciotta al posto di Bellardinelli.

Nonostante i cambi però non succede più niente: al termine dei 90minuti il Termoli è salvo e il Campobasso in serie C. L’Aquila si va a prendere gli applausi del suo pubblico, che ha cantato per tutta la partita, donando in cambio le maglie da gioco.


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