Torricella Sicura, UGL: «70mila euro di stipendi non pagati»

Torricella Sicura, UGL: «70mila euro di stipendi non pagati»
28 Ott 2026

TERAMO – Circa 70mila euro di retribuzioni arretrate, utenze staccate e lavoratori costretti a protestare per ottenere risposte. È la situazione denunciata dalla UGL Salute Abruzzo nel cantiere di Piano Grande, a Torricella Sicura, dove dieci lavoratori chiedono il pagamento degli stipendi non corrisposti. Il giorno precedente, tre di loro erano saliti su un’impalcatura minacciando di gettarsi nel vuoto.

A intervenire è Stefano Matteucci, segretario regionale UGL Salute Abruzzo e componente dell’Osservatorio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che parla di una vicenda che va oltre la cronaca e riporta al centro il tema della tutela dei lavoratori negli appalti e nei subappalti.

«È l’ennesima prova di un sistema di subappalti a catena in cui la responsabilità si diluisce fino a ricadere su chi lavora», afferma Matteucci, sottolineando come il ricorso a forme di protesta estreme rappresenti un segnale del fallimento dei controlli. Secondo il sindacato, è necessario verificare le responsabilità lungo tutta la filiera, senza escludere chi si trova ai livelli più alti.

La UGL estende la propria denuncia anche agli appalti pubblici in ambito sanitario. Nel mirino ci sono i ritardi legati alla centralizzazione degli acquisti attraverso AreaCom, che, secondo Matteucci, starebbero incidendo su servizi come pulizie, ristorazione e assistenza domiciliare integrata. Il sindacato chiede alla Regione Abruzzo di potenziare l’agenzia oppure di restituire alle ASL la gestione diretta degli affidamenti.

Le criticità, secondo la sigla sindacale, riguardano anche il settore socio-sanitario. Gare in ritardo, proroghe, cambi di gestione e pagamenti non puntuali metterebbero in difficoltà le Aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP), con ricadute sulle condizioni di chi assiste anziani e persone fragili.

«È un problema sociale che colpisce famiglie intere», sostiene Matteucci, evidenziando le incertezze che riguardano contratti, orari di lavoro e retribuzioni degli operatori.

Da qui la richiesta di rafforzare i controlli ispettivi sul territorio, aumentando il personale dell’Ispettorato del lavoro e coinvolgendo Carabinieri e servizi di prevenzione delle ASL. La UGL sollecita inoltre verifiche sulla regolarità contributiva e sulla congruità della manodopera lungo l’intera filiera degli appalti.

«Legalità, salario e sicurezza sono facce della stessa medaglia», conclude Matteucci, annunciando che le questioni saranno portate all’attenzione dell’Osservatorio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.


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