Progetto CASE, Padovani e Verini attaccano Invimit: «Servono trasparenza e risposte, non propaganda»

Progetto CASE, Padovani e Verini attaccano Invimit: «Servono trasparenza e risposte, non propaganda»
01 Lug 2026

L’AQUILA – I consiglieri comunali Gianni Padovani ed Enrico Verini intervengono sul dibattito relativo al futuro del Progetto CASE, criticando le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Invimit, Stefano Scalera, e chiedendo all’amministrazione comunale maggiore trasparenza sull’operazione.

«Dopo il comunicato di Invimit sulla presunta valorizzazione del Progetto CASE – affermano con tono polemico – verrebbe quasi da dire: “Scalera santo subito”. Se si prendessero per buone le sue dichiarazioni, sembrerebbe che all’Aquila sia arrivato un benefattore disposto a risolvere i problemi del Progetto CASE senza alcun ritorno economico. Ma la realtà è ben diversa».

Padovani e Verini ricordano che Invimit è una Società di Gestione del Risparmio (SGR) e che la sua missione è quella di generare profitti attraverso la gestione, la locazione e la vendita di immobili. «È del tutto legittimo – osservano – che una società persegua un interesse economico, ma occorre dirlo con chiarezza, evitando di presentare come un gesto altruistico quella che è un’operazione finanziaria».

Secondo i due consiglieri, tutti gli interventi annunciati – dalla riqualificazione alla gestione e valorizzazione del patrimonio – comportano inevitabilmente dei costi che, direttamente o indirettamente, ricadranno sulla collettività.

Tra le principali preoccupazioni espresse vi è il destino degli attuali residenti del Progetto CASE, in particolare di coloro i cui contratti di locazione scadranno nel 2027. «Su questo punto – sottolineano – né Scalera né il sindaco hanno fornito risposte».

Padovani e Verini esprimono inoltre perplessità sull’ipotesi di destinare parte degli alloggi a housing sociale e student housing, sostenendo che una simile scelta potrebbe concentrare nelle mani di un fondo immobiliare i canoni di locazione oggi distribuiti tra numerosi proprietari aquilani, con il rischio di sottrarre risorse al tessuto economico locale.

«Il vero tema – proseguono – non è scegliere tra riqualificazione e immobilismo, ma decidere quale modello economico si vuole adottare per la città. Si tratta di scelte strategiche che comportano anche varianti urbanistiche e che richiedono un confronto pubblico».

Per questo motivo i consiglieri chiedono che l’amministrazione comunale porti la questione all’attenzione del Consiglio comunale, rendendo pubblici gli atti dell’operazione e illustrando le garanzie sul mantenimento della proprietà pubblica e le ricadute economiche e sociali dell’intervento.

«Continuiamo a chiedere – concludono Padovani e Verini – piena trasparenza sull’operazione, sugli atti e sulle reali conseguenze che essa produrrà per la città dell’Aquila».


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