Primi migranti in Albania tra le polemiche

Primi migranti in Albania tra le polemiche
14 Ott 2024

Dubbia legittimità dell’apertura dei centri in Albania: polemiche e perplessità

Mentre in mare continuano i viaggi della speranza con 160 persone arrivate nelle ultime 24 ore tra Crotone, Roccella Jonica e Augusta, le polemiche sull’imminente apertura dei centri per migranti in Albania si intensificano. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha annunciato: «La settimana prossima si parte con i centri in Albania. Noi contiamo di partire, ma ovviamente tutto è legato a quanto avviene nel Mediterraneo, tutto dipende dall’attività dei trafficanti». Nella prima fase, circa 400 persone verranno trasferite in queste strutture. Piantedosi ha specificato che non ci saranno cerimonie d’inaugurazione, ribadendo che le strutture in Albania saranno analoghe a quelle italiane come a Porto Empedocle o Modica: «Sono di contenimento leggero, non sono dei Cpr. Non c’è filo spinato, c’è assistenza. Tutti possono fare richiesta di protezione internazionale».

Tuttavia, l’opposizione solleva forti dubbi sulla legittimità e la trasparenza di questo progetto. Una delle principali critiche riguarda gli affidamenti diretti per decine di milioni di euro, assegnati senza gara. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha dichiarato: «Mentre una sentenza della Corte di Giustizia europea fa scricchiolare l’intero impianto su cui si basa l’accordo di Giorgia Meloni con l’Albania, apprendiamo che il governo vuole accelerare. Accelerare al punto che si sono fatti degli affidamenti diretti milionari e senza trasparenza: 800 milioni complessivi che avremmo potuto mettere sulla sanità». Schlein ha concluso definendo il progetto una violazione dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo e un enorme spreco di soldi pubblici.

Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso preoccupazioni riguardo ai costi e ha chiesto un’interrogazione ai ministri Crosetto (Difesa) e Piantedosi (Interno). Filiberto Zaratti, capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera, ha richiesto la pubblicazione immediata dell’elenco delle aziende coinvolte. Riccardo Magi (Europa+), rincarando la dose, ha affermato: «Saranno luoghi dove l’applicazione del diritto italiano ed europeo sarà nei fatti incerta o totalmente sospesa, dove i detenuti non godranno di un effettivo diritto di difesa e dove l’umanità viene lasciata fuori dalle recinzioni e dai cancelli che sono molto alti e Piantedosi sembra fare macabra ironia quando dice che non ci sarà filo spinato». Magi ha paragonato i centri a una “Guantanamo italiana” e ha chiesto una valutazione della Corte dei Conti sui contratti assegnati senza gara.

Nel frattempo, continuano gli arrivi di migranti sulle coste italiane. Una motovedetta della Guardia costiera di Crotone ha soccorso 42 persone, tra cui un nucleo familiare con quattro bambini, che si trovavano su una barca a vela alla deriva al largo di Isola Capo Rizzuto. I migranti, provenienti da Afghanistan, Iran e Iraq, sono stati soccorsi dopo cinque giorni di viaggio dalla Turchia. Altri 88 migranti, tra cui quindici donne – una incinta – e venti minori, sono sbarcati a Roccella Jonica. Gli agenti della Squadra mobile di Siracusa hanno fermato due cittadini egiziani accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sospettati di essere gli scafisti di una barca partita dalle coste libiche e giunta nel porto commerciale di Augusta con 26 migranti a bordo.

Le perplessità riguardo all’apertura dei centri in Albania non sembrano destinare a placarsi, con molte domande ancora senza risposta riguardo alla loro gestione, trasparenza e rispetto dei diritti umani


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