di Federica Adriani
L’ordine del giorno sul disegno di legge dell’Autonomia differenziata, meglio conosciuta come legge “spaccaitalia”, è stato bocciato dalla maggioranza durante la seduta del Consiglio comunale del 15 aprile, ma le preoccupazioni della cittadinanza attiva rimangono e il dibattito non è ancora finito.
Ad annunciarlo sono le opposizioni in Consiglio comunale, una cui delegazione si è riunita questa mattina a Palazzo Margherita, in sala Commissioni. Le minoranze unite, rappresentate dai consiglieri Stefania Pezzopane (Pd), Simona Giannangeli (Pd), Enrico Verini (Azione) e Massimo Scimia (Il passo possibile), hanno assicurato un fitto calendario di mobilitazioni e discussioni, anche di fronte alla sede del Comune del capoluogo abruzzese.
Approvato dal Senato a fine gennaio con 110 voti favorevoli, 64 contrari e 30 astenuti, il decreto di legge ideato dal ministro con delega agli Affari regionali Roberto Calderoli (Lega) maggiore autonomia decisionale e organizzativa alle Regioni su 23 materie, tra cui l’istruzione, tagliando pesantemente i fondi concessi dallo Stato alle Regioni e senza stabilire un criterio uniforme di “Livelli essenziali di prestazione” (Lep) che ogni Regione dovrà garantire ai suoi cittadini. Se il disegno di legge dovesse essere approvato anche dalla Camera senza alcuna variazione, è stato già stimato che l’Abruzzo perderà circa 600milioni all’anno.
“In vista del dibattito alla Camera, intendiamo promuovere iniziative di protesta di fronte al Comune. Riteniamo infatti che il Comune abbia voce in capitolo e non possa accettare pedissequamente un dibattito parlamentare che va a danneggiare il Paese, l’Abruzzo, il Sud e le aree interne”, ha dichiarato l’onorevole Pezzopane.
“In altri tempi c’era una classe politica che quando vedeva che il governo, anche del proprio colore politico, non faceva le cose buone, allora andava protestare. Oggi, invece, non si sono presentati neanche in Comune, per farlo passare in sordina e fare in modo che la città non si accorga di quello che sta accadendo”.
La seduta consiliare del 15 aprile, lo ricordiamo, ha visto intervenire numerose realtà sindacali e associazionistiche del territorio, tutte profondamente contrarie. Lo stesso senatore Michele Fina (Pd), intervenuto verso la fine del Consiglio, ha espresso la necessità da parte delle amministrazioni locali di ascoltare le preoccupazioni sollevate dalle realtà locali (https://abruzzosera.it/riflettere-di-piu-sugli-effetti-della-legge-spaccaitalia-sullabruzzo-il-senatore-fina-a-palazzo-margherita/).
“Noi avevamo chiesto ospiti che potessero anche difendere questo disegno di legge, invece il paradosso è che non sono venuti – continua Pezzopane – Tutti hanno evidenziato grandi danni, ma non abbiamo avuto l’occasione di sentire la voce del sindaco Biondi, che era qui a Palazzo Margherita durante lo svolgimento del Consiglio, ma non nella stanza del Consiglio comunale. Non abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare nessun parlamentare del centro destra, eppure pare che la vogliano approvare prima delle europee. Non c’era nessun rappresentante della Regione. La stessa giunta regionale, inoltre, nella passata legislatura ha dato l’assenso al percorso di questo decreto”.
Secondo Giannangeli, “i numeri parlano di una profonda ignoranza del testo che è appena stato licenziato. È bene ricordare che l’Abruzzo è regione del sud ed è una delle regioni che in termini di servizi ai cittadini pagherà uno dei prezzi più alti. La maggioranza ha votato in maniera acritica e avulsa dal contesto in cui sta. L’odg sull’Autonomia differenziata contiene una preoccupazione grande per il territorio in cui viviamo”.
“Vogliono fare alla scuola ciò che è stato fatto con la sanità – osserva ancora Verini – contro l’interesse degli studenti e del corpo docente, che si troverà in una situazione differenziata rispetto al pari grado della Lombardia, con meno tutele e meno retribuzione. Se scardiniamo il diritto all’istruzione pubblica, che tipo di società stiamo costruendo?”.
Il consigliere di Azione sottolinea anche l’importanza di un ritorno della classe politica locale ad agire negli interessi della propria comunità. “Dispiace vedere che i consiglieri di maggioranza antepongano agli interessi delle persone che rappresentano, ovvero gli aquilani, gli interessi di partito. A me non interessa niente della posizione nazionale del mio partito, sono aquilano e sono totalmente contro questo decreto, perché per me l’ordine di priorità è prima rappresentare la mia città e l’interesse della mia comunità, poi fare la mia battaglia all’interno del partito, anche in maniera dissonante rispetto alla corrente generale”.
“Quello che ci ha colpito è che la maggioranza stessa in Consiglio non ha portato a sostegno delle proprie posizioni degli argomenti forti – sostiene Scimia – La Lega stessa non ha avuto il coraggio di dire che quello dell’Autonomia differenziata è il loro obiettivo”.
Nonostante la destra aquilana stia fermamente sostenendo il decreto Calderoli, sul piano nazionale il centro destra non ha una posizione unanime. Lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, ha espresso ieri le sue perplessità. “Chiediamo un’autonomia differenziata che non sia a danno di una parte rispetto all’altra”, ha detto Tajani.
“Tajani dice che bisogna ancora intervenire sul decreto, cosa che invece non abbiamo sentito l’altro giorno in Consiglio comunale. Continueremo la nostra mobilitazione con eventi anche qui di fronte al Comune, che può sfuggire al dibattito ma non alla sua finzione istituzionale, e apriremo un dialogo con l’opinione pubblica”, conclude Pezzopane.
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