L’Aquila, Tomassoni (Gruppo Misto): “Il Piano di emergenza non basta”

L’Aquila, Tomassoni (Gruppo Misto): “Il Piano di emergenza non basta”
19 Ago 2026

L’Aquila – Il Comune dell’Aquila ha annunciato l’affidamento di oltre 70 mila euro per l’aggiornamento del Piano Comunale di Emergenza, definendolo un «passo decisivo verso il rafforzamento della risposta alle emergenze». Sulla decisione interviene Alessandro Tomassoni, consigliere comunale del Gruppo Misto, che pone l’accento sulla necessità di distinguere l’aggiornamento della pianificazione dalla reale capacità di prevenire e gestire le emergenze.

Per Tomassoni, il “perfezionamento” del Piano, che considera necessario e sul quale sostiene di intervenire da tempo, rappresenta l’occasione per riflettere sul funzionamento complessivo del sistema di Protezione civile. La sicurezza, sottolinea, si misura attraverso prevenzione, informazione, esercitazioni, manutenzioni strutturali, maggiore accessibilità per i mezzi di soccorso, coordinamento operativo permanente e capacità effettiva di intervento.

La determinazione comunale richiama la vastità del territorio dell’Aquila, pari a 467 chilometri quadrati, e la presenza di numerose frazioni. Una complessità, osserva Tomassoni, conosciuta da anni e che avrebbe dovuto essere accompagnata da una struttura comunale adeguatamente organizzata e da una pianificazione costantemente aggiornata.

Da qui nasce, secondo il consigliere, la questione politica: se oggi è necessario ricorrere a professionalità esterne per rafforzare un sistema così importante, «quanto era adeguatamente organizzata la struttura comunale fino ad oggi dopo settimane in cui il territorio sta mostrando tutte le proprie fragilità?».

Tomassoni precisa di non voler mettere in discussione la società incaricata né la necessità di ricorrere a professionalità specialistiche. L’affidamento, spiega, nasce da esigenze di aggiornamento già individuate dall’Amministrazione, ma arriva in un momento in cui gli incendi delle ultime settimane hanno evidenziato ancora una volta la necessità di verificare la qualità della pianificazione e, soprattutto, la concreta capacità del sistema di prevenire e affrontare le emergenze in tempo.

Il consigliere chiede quindi all’Amministrazione quali competenze interne siano presenti, cosa sia stato fatto finora e perché tali competenze non siano state sufficientemente valorizzate. Un interrogativo che riguarda anche il periodo successivo all’ultimo aggiornamento del Piano, avvenuto nel 2021, con particolare riferimento al rischio di incendio boschivo di interfaccia, alle cartografie delle aree a rischio, al censimento degli esposti e alle procedure di attivazione del COC.

«L’attività di Protezione civile non può ridursi ai frutti di una consulenza da acquistare quando serve», sostiene Tomassoni, secondo il quale si tratta invece di una funzione pubblica permanente che richiede organizzazione, competenze e un presidio costante del territorio.

Per il consigliere, inoltre, un Piano aggiornato non rappresenta da solo una politica di prevenzione. Occorre verificare la reale capacità degli enti di prevenire e affrontare le emergenze, intervenendo prima che le criticità si manifestino e non soltanto quando l’emergenza è già in corso.

Tomassoni richiama quindi la necessità di una strategia condivisa tra Comune e Regione Abruzzo e di un coordinamento dell’intera catena di comando operativa, con l’obiettivo di evitare che il territorio rimanga esposto proprio nei momenti di maggiore necessità.

Il consigliere ritiene inoltre legittimo chiedere alla Regione, nel suo ruolo di programmazione, indirizzo e coordinamento, e al sistema nazionale quali risorse siano state destinate nel tempo alla prevenzione dei rischi e quali risultati concreti siano stati prodotti. Il tema viene posto in particolare per quanto riguarda gli incendi boschivi e la capacità del sistema AIB regionale di affrontare situazioni caratterizzate da più incendi contemporanei e prolungati.

Tomassoni richiama anche la questione della riduzione del personale, chiedendo quali risorse aggiuntive e quali livelli di coordinamento vengano attivati quando la capacità ordinaria non è sufficiente.

«Possiamo aggiornare tutti i Piani che vogliamo», osserva, ma un territorio sempre più vulnerabile anche a causa dei cambiamenti climatici, se privo di adeguate politiche di prevenzione, resterà inevitabilmente esposto e fragile. Il riferimento riguarda gli incendi, ma anche valanghe, dissesto idrogeologico, eventi meteorologici estremi e ogni altra possibile emergenza.

Per Tomassoni, quanto accaduto negli ultimi anni, e non soltanto nelle ultime settimane, rappresenta la prova della necessità di rafforzare concretamente le politiche di prevenzione e la capacità operativa del sistema di Protezione civile.


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