L’AQUILA – Si è svolto nella serata di ieri, nel centro storico della città, un sit-in pacifico a sostegno della Palestina e contro l’occupazione israeliana. Centocinquanta circa i partecipanti alla manifestazione, tra cui alcuni giovani membri della comunità palestinese locale.
Durante l’evento, i giovani palestinesi hanno cercato di marciare pacificamente verso Palazzo Fibbioni, sede del Comune dell’Aquila, per protestare contro la decisione del sindaco, Pierluigi Biondi, di esporre la bandiera israeliana accanto a quella ucraina. Dopo un confronto con le forze dell’ordine hanno però desistito dalle loro intenzioni.
Gli organizzatori del sit-in, Alfonso de Amicis e Tina Massimini, si sono detti soddisfatti per la risposta della società civile aquilana, nonostante l’evento sia stato organizzato in pochi giorni e le sfavorevoli condizioni metereologiche potessero condizionarne la riuscita. Rispetto ai contenuti della manifestazione, i due storici militanti della sinistra aquilana hanno espresso preoccupazione per l’escalation armata tra Israele e Palestina: “La verità è che ogni mattone israeliano posato sul territorio sottratto al popolo palestinese è stato concime all’odio e al rancore che non avrebbe potuto essere contenuto all’infinito solo con il pugno di ferro. Le miopi politiche israeliane hanno solo saputo erigere muri anziché ridurre i conflitti. Morti Arafat e Rabin, è sempre più difficile immaginare due Stati e due popoli”.
Tra i tanti che hanno partecipato al sit-in, Fabio Ranieri di Articolo 1, Enrico Perilli di Sinistra Italiana, Stefano Frezza di Unione Popolare e Simona Giannangeli, consigliera comunale di minoranza nel capoluogo abruzzese, da sempre in prima fila nella solidarietà al popolo palestinese che ha espresso con queste parole il suo sostegno alla Palestina: “Il popolo palestinese vive da settantacinque anni sotto un’occupazione militare provocata da Israele. Quello che sta succedendo in queste ore è un ennesimo passo verso il genocidio del popolo palestinese. La Striscia di Gaza è sottoposta ad un bombardamento continuo e gli aiuti umanitari non vengono fatti transitare nonostante Israele continui a dichiarare che si adopera per fare in modo che questi aiuti entrino”.
Il sit-in ha messo in luce il desiderio diffuso di pace e giustizia per il popolo palestinese e contribuito alla sensibilizzazione sulle complesse questioni che circondano il conflitto in atto.
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