L’AQUILA – «La demolizione dell’ex Istituto d’Arte “Fulvio Muzi” apre una serie di interrogativi che riguardano non soltanto la destinazione di un’area, ma l’intera strategia dell’Amministrazione comunale sulla gestione del patrimonio pubblico, sulla ricostruzione delle scuole, sull’organizzazione degli uffici comunali e sulla pianificazione urbanistica della città».
A intervenire è Stefania Pezzopane, consigliera comunale del Partito Democratico, che critica duramente la decisione di demolire lo storico edificio di via Filomusi Guelfi e annuncia la presentazione, nella giornata di lunedì, di un’interrogazione al sindaco Pierluigi Biondi.
«Sono gravemente contraddittorie e inquietanti le scelte amministrative che hanno portato alla demolizione dell’edificio storico di via Filomusi Guelfi e alla sua sostituzione con un parcheggio a raso. Sono ampi e diversi i profili della vicenda: dalla modifica della destinazione dell’area da servizio scolastico a parcheggio pubblico, alle procedure urbanistiche adottate; dalla gestione delle risorse pubbliche destinate alle sedi comunali, fino alla tutela della memoria storica e culturale dell’Istituto d’Arte “Fulvio Muzi”».
Pezzopane sottolinea quindi il valore storico e identitario della struttura: «L’ex Istituto d’Arte Fulvio Muzi non era soltanto un immobile, ma un luogo della cultura aquilana, della formazione artistica e della memoria collettiva della città. L’edificio, intitolato a una delle figure più importanti della cultura cittadina del Novecento, avrebbe dovuto essere ricostruito con una destinazione culturale e polifunzionale, secondo le precedenti previsioni dell’Amministrazione manifestate con delibera di giunta».
La consigliera comunale del Pd collega poi la demolizione alla più ampia questione delle sedi comunali e della gestione delle risorse pubbliche.
«La vicenda assurda dell’abbattimento dell’istituto d’arte riporta alla luce tutta la vicenda incresciosa degli uffici comunali e tutte le contraddizioni e gli enormi sprechi di risorse pubbliche relative alle sedi comunali. Dal 2017 il Comune dell’Aquila dispone di circa 35 milioni di euro destinati alla realizzazione della sede unica comunale nell’area dell’ex Autoparco, proprio a poche decine di metri da via Filomusi Guelfi, dove è stato acquistato l’edificio privato dell’ex Catasto».
«Il finanziamento per la sede unica – prosegue Pezzopane – era stato conquistato dalla giunta Cialente ed era pensato per creare una struttura moderna, efficiente, accessibile, dotata di servizi e parcheggi, superando la frammentazione degli uffici comunali. Nonostante queste risorse disponibili, il Comune continua da anni a sostenere circa un milione di euro l’anno di fitti passivi, mentre il progetto della sede unica è rimasto irrisolto».
Nel mirino anche le successive scelte dell’Amministrazione: «La scelta annunciata in alternativa alla sede unica, quella della sede diffusa nel centro storico, è stata abbandonata sul nascere e non ha prodotto un piano organico e definitivo, tradendo anche questa ennesima illusione per il rilancio del centro storico».
«Il paradosso è che la giunta Biondi ha rinunciato alla sede unica ma ha un progetto di uffici nell’ex Autoparco, dove risulterebbe previsto un intervento parziale per circa 13 milioni di euro, destinato soltanto ad una parte degli uffici comunali, e sul destino della restante quota del finanziamento originariamente stanziato per la sede unica c’è un buco nero».
Pezzopane ricorda inoltre che «nel 2025 l’Amministrazione ha acquistato – con nostra ferma opposizione – per circa 5 milioni di euro l’ex immobile del Catasto di proprietà privata, destinandolo ad uffici comunali, in un’area caratterizzata da criticità di accessibilità e carenza di parcheggi. Da qui la decisione davvero assurda e contraddittoria di demolire l’ex Istituto Muzi per realizzare gli spazi di sosta necessari».
Numerosi gli interrogativi sollevati dalla consigliera comunale:
«Vogliamo conoscere con carte e documenti quali valutazioni tecniche, economiche e amministrative abbiano portato a scegliere l’acquisto dell’ex Catasto anziché utilizzare immobili pubblici già disponibili e recuperabili, come lo stesso ex Istituto Muzi, e quali siano i costi complessivi dell’intera operazione. Una operazione fatta a pezzi così da non avere il quadro economico complessivo dell’intervento, compresi acquisto dell’ex Catasto, demolizione dell’ex Istituto Muzi, sistemazione dell’area e realizzazione del parcheggio: quanto è costato tutto questo?».
Pezzopane chiede inoltre chiarimenti sul «costo dei posti auto previsti e le motivazioni tecniche delle spese sostenute», sugli studi relativi «alla mobilità, all’accessibilità e alla sicurezza della viabilità nella zona di via Filomusi Guelfi», sulle procedure urbanistiche adottate per trasformare un’area destinata a servizi scolastici in un parcheggio pubblico e sul mancato coinvolgimento del Consiglio comunale nelle scelte di pianificazione urbanistica.
Al centro dell’intervento anche la tutela della memoria dell’istituto e del suo patrimonio: «Un tema specifico riguarda la memoria di Fulvio Muzi e dell’istituto a lui intitolato. Perché oltre a salvaguardare l’intitolazione storica, la firma originale, bisogna avere a cuore gli elementi identitari dell’edificio e il patrimonio artistico e culturale custodito nella struttura».
Infine, l’affondo conclusivo: «L’Aquila, Capitale italiana della Cultura, dovrebbe interrogarsi anche sul modo in cui conserva i luoghi che hanno costruito la sua identità. La memoria di un istituto che ha formato generazioni di studenti e artisti non può essere cancellata senza un progetto di valorizzazione, semplicemente con un colpo di ruspa. Su tutto questo lunedì depositeremo una interrogazione al sindaco».
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