Indotto Stellantis Atessa, USB: sempre più drammatica la crisi

Indotto Stellantis Atessa, USB: sempre più drammatica la crisi
10 Nov 2025

Il 23 settembre 2025 si era tenuto un esame congiunto tra sindacati, ISCOT ITALIA (azienda in appalto dello Stabilimento Stellantis di Atessa) e Confindustria medio Adriatico per l’ennesimo prolungamento degli ammortizzatori sociali di solidarietà ai sensi ex art 22 bis del D. Lgs 148/2015. L’accordo coinvolgeva 91 dipendenti dal 1ottobre fino al 31 dicembre 2025, ma nei giorni scorsi è arrivata la doccia fredda dall’INPS che ha rigettato la richiesta perché sono state utilizzate le mensilità previste (24/30) dall’art 4 del D. Lgs 148/2015.

Lo scrive in una nota l’Unione Sindacale di Base, Federazione Abruzzo e Molise.

“L’azienda ha immediatamente richiesto al MIMIT un nuovo esame congiunto per ottenere una proroga del trattamento di integrazione salariale. È più che evidente che si sta materializzando ciò che da molto tempo denunciamo: l’indotto Stellantis nella Val di Sangro, dopo i tantissimi posti di lavoro persi, rischia di pagare altri prezzi altissimi a livello occupazionali. I tagli agli appalti messi in atto da Stellantis negli anni scorsi, la pandemia e la crisi attuale hanno messo in ginocchio aziende e lavoratori dell’indotto.”

“È ora che Stellantis e la politica, nazionale e regionale, diano risposte concrete oltre alle mediatiche rassicurazioni sulla centralità dello stabilimento di Atessa. Le parole non bastano e sono urgenti interventi regionali e del governo per un blocco licenziamenti, ammortizzatori speciali per il settore automotive, un salario di transizione che scongiurino il perpetrarsi della perdita occupazionale in atto da diverso tempo nella Val di Sangro e in tutto il settore.”

“La situazione della ISCOT ITALIA non è un unicum e non è più accettabile che a pagare lo scotto di una crisi gestita male siano sempre i lavoratori, quelli con salari bassi e contratti part time.”

“Servono risorse, che regione e governo non mettono a disposizione, non rassicurazioni e in questa ottica riteniamo ancor più importante lo sciopero generale proclamato dall’USB, e altre Organizzazioni sindacali, per il 28 novembre contro la manovra finanziaria di guerra voluta dal Governo Meloni.”

“Nelle scorse settimane è stato reso noto che la Sabino Esplodenti di Casalbordino, giunta alle cronache nazionali per due “stragi” che hanno portato alla morte di 3 lavoratori nel 2020 e altri 3 nel 2023, sarà rilevata dall’azienda turca Arca Defense spa che investirà 100 milioni di euro per produrre proiettili e granate: quanti milioni di euro pubblici andranno in un’azienda che produce per la macchina bellica? Queste ingenti risorse, che a livello occupazionale permetteranno a 70 lavoratori della Sabino Esplodenti di riprendere a lavorare, non era meglio destinarli ai poli industriali di Val di Sangro, San Salvo e Termoli che sicuramente potrebbero generare molti più posti di lavoro e ricollocare quei lavoratori?”

“Tutto ciò accade sulle spalle dei lavoratori più deboli, come quelli della ISCOT e di tante altre aziende dell’automotive del territorio.”

USB rilancia inoltre la mobilitazione in vista dello sciopero generale del 28 novembre, proclamato “per i salari e contro l’economia di guerra”.

“Basta parole e rassicurazioni — conclude la nota —. Servono risorse vere per i poli industriali di Val di Sangro, San Salvo e Termoli, non investimenti pubblici nel settore bellico.”


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