Impianto recupero fanghi a Sassa, Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa): “Grave impatto ambientale e totale assenza di gestione pubblica”

Impianto recupero fanghi a Sassa, Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa): “Grave impatto ambientale e totale assenza di gestione pubblica”
07 Set 2024

“L’assemblea pubblica svoltasi il 2 settembre scorso convocata dal Consiglio Direttivo dell’ADUC di Preturo per discutere circa il progetto di realizzazione dell’Impianto per il recupero dei fanghi derivanti dal trattamento dei reflui civili, ha posto in evidenza le enormi criticità dello stesso” così scrive in una nota Simona Giannangeli, capogruppo dell’Aquila Coraggiosa.
“Il Consiglio Direttivo dell’Aduc di Preturo ha espresso la totale contrarietà alla realizzazione di questo impianto, così come è stata evidente la contrarietà della comunità residente in quella parte di territorio presente all’assemblea alla luce delle innumerevoli criticità che sono state illustrate. Lo “Studio Preliminare Ambientale”, presentato alla Regione Abruzzo per essere sottoposto alla procedura di Verifica di Assoggettabilità a VIA l’8 luglio scorso, è stato redatto dalla ditta DiGi Costruzioni Srl e la prima domanda è: trattasi di una iniziativa esclusivamente privata, della quale il Comune e la Provincia non ne erano a conoscenza? Dallo studio preliminare presentato si legge che l’impianto in esame applica un processo di trattamento-recupero definito HTC, una tecnologia innovativa di conversione di biomasse, di cui non ci sono indicazioni sul funzionamento, sull’impatto che questi processi producono sul sito, sugli aspetti gestionali, variabili che hanno fortemente preoccupato la popolazione.”
“L’impianto è stato pensato nel Nucleo Sviluppo Industriale di Sassa perché così prevede la normativa, ma questo solleva una riflessione proprio sulla presenza “industriale” di questa area e sul suo utilizzo in questi anni: sono presenti alcune attività di tipo commerciale e artigianale, uffici/servizi, ma niente fabbriche che possano caratterizzare l’aspetto industriale del sito in questione. Inoltre, sempre in merito all’ubicazione, è da sottolineare che il sito non può assolutamente essere pensato laddove confina con attività agricole produttive, poco distante da un’area archeologica tra le più importanti d’Italia, a circa 800 metri dal Progetto Case dove già è prevista la Scuola nazionale dei Vigili del Fuoco e a soltanto 280 metri da edifici residenziali” prosegue Giannangeli.
“Dal punto di vista ambientale i problemi riguardano l’eventuale contaminazione del suolo e danneggiamento della falda acquifera, le emissioni polverulente e odorigene, il carico di mezzi pesanti che andrebbe ad aggiungersi al traffico già esistente su tutta la viabilità che interessa l’area est-ovest del territorio aquilano. Dal punto di vista economico e occupazionale, l’impianto proposto non prevede una presenza occupazionale tale da giustificarlo, considerando che la maggior parte del processo produttivo risulta essere automatizzato, così come lo stesso Nucleo di Sviluppo Industriale a Sassa che non ha mai prodotto un incremento produttivo dal punto di vista economico a differenza di quanto è stato sempre dichiarato da chi in passato lo ha voluto realizzare. Un impianto pensato per trattare 20.000 tonnellate annue di materiale refluo trattato non è un impianto “pilota” e tantomeno una iniziativa di carattere “circolare” e tantomeno “sostenibile”, ma risulterebbe essere un impianto di grave impatto ambientale, perché progettato ad accogliere refluo dall’Adriatico al Tirreno, come riportato nello studio preliminare e non un impianto a servizio dei comuni limitrofi. Altra criticità di cui tener conto è che la proposta progettuale è frutto di un interesse privato il cui soggetto attuatore e gestionale è ad oggi non individuabile, quindi qualsiasi evoluzione possa prendere questa iniziativa, sarebbe di interesse privato e non pubblico, quindi ci sarebbe una totale assenza di una gestione pubblica.
“Resta l’assenza ad oggi di un riscontro da parte del Comune dell’Aquila e della Provincia che non ancora si pronunciano sulla fattibilità di questo progetto e soprattutto non ancora rispondono alla collettività interessata che già in più sedi ha posto quesiti, condiviso problematiche, argomentato in maniera valida la non realizzazione di questo impianto. Per tutte queste ragioni ho ritenuto importante ed urgente richiedere, in qualità di capogruppo dell’Aquila Coraggiosa, al Presidente del Consiglio comunale una Conferenza dei Capigruppo, nell’ambito della quale  affrontare una discussione rigorosa sul tema, anche mediante audizione di soggetti specifici competenti. Medesima richiesta è stata avanzata anche dal capogruppo dell’Aquila Nuova Paolo Romano, fondata sulle stesse ragioni e motivata dalle criticità emerse dallo studio del progetto. La Conferenza dei Capigruppo si svolgerà a metà settembre e sarà un momento importante nel quale l’istituzione Comune dovrà assumersi la responsabilità politica di prendere una posizione forte e chiara su questo progetto.”


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