Ex San Salvatore: ritiro del bando di gara di 38,4mln di euro. La minoranza: “Univaq tace, Comune intervenga”

Ex San Salvatore: ritiro del bando di gara di 38,4mln di euro. La minoranza: “Univaq tace, Comune intervenga”
06 Giu 2025

Riceviamo e pubblichiamo

 

I Consiglieri Gianni Padovani, Enrico Verini, Massimo Scimia, Elia Serpetti e Emanuela Iorio hanno presentato una interrogazione avente ad oggetto lo “stop” al progetto di riqualificazione dell’ex Ospedale San Salvatore, un blocco incomprensibile nel momento in cui il bando era stato già pubblicato, era stata annunciata l’aggiudicazione dei lavori entro marzo e l’avviamento delle opere per l’autunno 2025. Il Provveditorato alle Opere Pubbliche avrebbe ritirato il bando relativo all’intervento su richiesta Univaq ma le motivazioni non sono state rese note dal Rettore dell’Università. La richiesta di Univaq di bloccare il bando, osservano i consiglieri, difetta di trasparenza essendo avvenuta improvvisamente “senza una comunicazione istituzionale da parte dell’Ateneo, la qual cosa ha determinato preoccupazione e disorientamento sia nell’opinione pubblica cittadina che all’interno della comunità universitaria, considerata la rilevanza strategica del progetto revocato e del notevolissimo valore economico dell’appalto”.

Una vicenda ancora più inquietante, osservano i Consiglieri Comunali, se si considera che “la ricostruzione degli edifici dell’Università procede con incredibile lentezza ed in molti casi è ferma, come nel caso delle storiche sedi centrali (Via Roma, Via Cascina, ecc.). Ovunque la ricostruzione degli immobili Univaq è in gravissimo ritardo, a sedici anni dal terremoto nulla sappiamo sui lavori riguardanti importanti plessi dell’Università che impattano notevolmente sulla qualità urbana della Città”.

“L’Università – incalzano i Consiglieri Comunali – è la principale ‘azienda’ della nostra Città, motore di formazione, innovazione e ricerca, ed andrebbe rilanciata nel suo ruolo istituzionale di valorizzazione economica, culturale e sociale del territorio….questo potrà esplicitarsi non soltanto con una governance più attenta al contesto locale ma anche se l’Ateneo potrà contare su sedi ricostruite, servizi adeguati agli studenti e sul necessario sistema di sistematiche relazioni con le istituzioni locali”.

L’incomprensibile decisione assunta dal Rettore “di rinviare al Governo 38,4mln di euro blocca la riqualificazione di un’area strategica dell’Aquila. Infatti il progetto posto in “stand bye” prevedeva la realizzazione di un campus universitario moderno, con spazi per la didattica e servizi, biblioteche, ludoteche, parcheggi ed attività di supporto. Nel campus avrebbe dovuto trovare la sua sistemazione (finalmente!) anche la facoltà di Economia ad ora senza fissa dimora. Con il blocco dei primi lotti del progetto, tuttavia, tutto resta sospeso e dopo 16 anni nulla sappiamo sull’avviamento del progetto”.

La qualità delle relazioni tra Comune ed Università determina la qualità della vita in Città per molteplici aspetti, pertanto la riqualificazione dell’ex San Salvatore deve preoccupare e molto l’Amministrazione: “a fronte del perdurante silenzio degli organi Univaq, chiediamo quali iniziative intenda adottare il Comune dell’Aquila sulla revoca del bando da 38,4mln di euro finalizzato alla ricostruzione e riqualificazione dell’area dell’ex Ospedale San Salvatore. Riteniamo opportuno che il Comune prenda in mano la questione, strategica per il nostro futuro, ed avvii un tavolo di concertazione per recuperare la ‘distrazione’ della governance Univaq sulla ricostruzione delle sue sedi ed in primis per addivenire ad una congrua sistemazione dell’area dell’ex San Salvatore e San Basilio. Riteniamo inoltre opportuno che il Sindaco intervenga presso il Cipe, su delega di una governance Univaq in oggettiva difficoltà, affinché si possa ottenere rapidamente lo sblocco del progetto ad ora ingarbugliato da improvvide decisioni”.

 

Allegato:

Interrogazione urgente, e con risposta scritta, ai sensi dell’art.24 del Regolamento del Consiglio comunale

 

Al Sindaco dell’Aquila

Pierluigi Biondi

-sede

 

Oggetto: ritiro del bando di gara di 38,4mln di Euro per la riqualificazione dell’ex San Salvatore. Governance Univaq tace sulle motivazioni, Amministrazione comunale intervenga

 

 

Premesso che:

-La ricostruzione degli edifici dell’Università dell’Aquila procede con estrema lentezza ed in molti casi è ferma, come nel caso delle storiche sedi di palazzo Carli, di Via Cascina, del grande complesso dell’ex Ospedale San Salvatore e di diverse sedi periferiche (Roio, ecc.). La ricostruzione degli immobili didattici e di servizio di Univaq è in gravissimo ritardo ed a sedici anni dal terremoto poco sappiamo sui lavori riguardanti importanti plessi dell’Università che impattano notevolmente sulla qualità urbana della Città;

-Sono anni ormai che il rettorato Univaq attribuisce la responsabilità dei ritardi ad altri ma non risultano azioni forti presso gli organi centrali dello Stato per sbloccare una situazione francamente inaccettabile. Anzi la situazione sta ulteriormente peggiorando, con il rischio di ridurre ancora l’attrattività dell’Ateneo, dopo la decisione di spostare i corsi di Economia nell’area già congestionata e priva di servizi di San Basilio, una pezza a colori per Economia che non trova una sistemazione decente da sedici anni, dato che la sua collocazione ultima dovrebbe essere il complesso del San Salvatore dove i lavori non sono neppure iniziati;

-L’Università è tuttora la principale “azienda” della nostra Città, motore di formazione, innovazione e ricerca, ed andrebbe rilanciata, di concerto con il Comune e la Regione, nel suo ruolo istituzionale (la cosiddetta Terza Missione) di valorizzazione economica, culturale e sociale del territorio. La Terza Missione potrà ovviamente meglio esplicitarsi non soltanto grazie ad una governance più attenta al contesto locale ma anche se l’Università potrà contare su sedi idonee e ricostruite, sui servizi adeguati agli studenti, sul necessario sistema di sistematiche relazioni con le istituzioni locali.

 

Sottolineato che:

-Ricostruire gli edifici dell’Università e ricollocare i corsi di laurea in sedi idonee, come nel caso di Economia, è necessità nota da 16 anni, ma purtroppo anche l’attuale governance Univaq (oltre che ADSU) sembra operare senza un piano e sulla spinta delle pulsioni dell’urgenza, senza curarsi dei disagi enormi provocate sulla comunità da scelte improvvide assunte al di fuori di un quadro di una lungimirante programmazione;

-E’ di queste settimane l’ulteriore drammatica notizia. Il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche ha disposto di ritirare il bando relativo ai primi lotti dell’intervento, in considerazione del fatto che l’Università ha chiesto, senza fornire alcuna pubblica motivazione, la rimodulazione dei fondi CIPE. La richiesta di rimodulazione di Univaq ha, nei fatti, comportato il blocco del progetto di riqualificazione dell’ex Ospedale San Salvatore, nel momento in cui il bando era stato già pubblicato e più volte annunciata l’aggiudicazione dei lavori entro marzo e l’avviamento delle opere per l’autunno 2025. Queste date, ovviamente, sono ormai nell’archivio delle promesse mancate sulla ricostruzione pubblica;

-La decisione di Univaq di rinviare al Governo 38,4mln di euro, su una disponibilità complessiva di 120mln di Euro assegnati all’Ateneo per il recupero del complesso monumentale dell’ex San Salvatore, appare grave perché blocca di fatto la riqualificazione di un’area strategica e centrale dell’Aquila. Infatti il progetto posto in “stand bye” prevedeva la realizzazione di un campus universitario moderno, con spazi idonei per la didattica e servizi agli studenti, biblioteche, ludoteche, parcheggi e varie ulteriori attività di supporto. Nel campus avrebbe dovuto trovare la sua sistemazione (finalmente!) anche la facoltà di Economia ad ora senza fissa dimora. Con il blocco dei primi lotti del progetto, tuttavia, tutto resta sospeso e dopo 16 anni nulla sappiamo sull’effettivo avvio del pluriannunciato progetto. Un ritardo nei lavori incomprensibile oltre che inaccettabile, tale da compromettere lo stesso “appeal” futuro di Univaq che, come testimoniano i numeri, scende nell’attrattività non certo per l’offerta didattica e la qualità della ricerca ma per manifeste carenze nella logistica, nelle sedi didattiche e nei servizi agli studenti;

-La revoca dell’appalto da parte del rettorato Univaq è avvenuta in totale assenza di una spiegazione e comunicazione istituzionale, la qual cosa ha determinato preoccupazione e disorientamento sia nell’opinione pubblica cittadina che all’interno dell’Ateneo, in considerazione della rilevanza strategica del progetto revocato e del notevolissimo valore economico dell’appalto;

-Il blocco del progetto di riqualificazione dell’ex San Salvatore deve preoccupare l’Amministrazione comunale e la Città tutta. L’Università ed il suo sviluppo costituiscono asset essenziali per la crescita economia e sociale della comunità aquilana, così come è fondamentale che gli studenti frequentino i corsi per valorizzare quel modello residenziale di didattica che distingue Univaq dalle tante facoltà telematiche che nessun valore aggiunto portano al territorio;

 

Tutto ciò premesso:

-A fronte del perdurante silenzio degli organi Univaq, chiediamo quali iniziative intenda adottare il Comune dell’Aquila sulla decisione del rettorato di revocare il bando da 38,4mln di euro finalizzato alla ricostruzione e riqualificazione dell’area dell’ex Ospedale San Salvatore a fini didattici, di ricerca e di servizi alla comunità. Riteniamo che l’Università ed il Comune abbiano il dovere di fare chiarezza su scelte così impattanti sul futuro della nostra Città;

-Constatata la scarsa trasparenza, per difetto di comunicazione, da parte della governance Univaq, siamo costretti a chiedere al Comune per quali motivi si sia deciso da parte dell’Ateneo di rispedire al Governo l’ingente somma di 34,8mln di euro, un importo più che sufficiente per avviare il cantiere e reperire, nelle more, le risorse mancanti già programmate per complessivi 120mln di euro;

-Riteniamo opportuno che il Comune prenda in mano la questione, strategica per il futuro del centro storico aquilano, ed avvii un tavolo con Univaq, Provveditorato ed Adsu, per recuperare la prolungata distrazione della governance Univaq sulla ricostruzione delle sue sedi ed in primis per addivenire ad una congrua sistemazione dell’area dell’ex San Salvatore e San Basilio;

-Parimenti opportuno è ascoltare l’opinione degli studenti, coinvolgendo una loro rappresentanza nelle decisioni da assumere, dato che si dovrà discutere sostanzialmente di progetti al loro servizio.

 

***

 

Riteniamo infine opportuno che il Sindaco intervenga presso il Cipe, su delega di una governance Univaq in evidente difficoltà, affinché si possa ottenere rapidamente dal Governo la sollecitata rimodulazione dei fondi necessari alla realizzazione del “progetto ex San Salvatore”. L’Università è troppo importante per la nostra Città e l’Amministrazione comunale deve valorizzare ogni possibile sinergia, nei piani di ricostruzione delle sedi, nella condivisione di strategie di crescita, nella formulazione congiunta di politiche dei servizi agli studenti ed ai docenti. La qualità delle relazioni tra Comune ed Università determina la qualità della vita in Città per molteplici aspetti, a partire dalla modellazione degli spazi, delle reti connettive urbane, dei servizi agli studenti e delle relazioni con gli stakeholder per la creazione e diffusione di capitale umano territoriale, fattore essenziale di crescita civile ed economica delle comunità.

 

Gianni Padovani

Enrico Verini

Massimo Scimia

Elia Serpetti

Emanuela Iorio

 


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