Capitale italiana Cultura 2026, Pd: “Nuovo bando penalizza le associazioni più piccole”

Capitale italiana Cultura 2026, Pd: “Nuovo bando penalizza le associazioni più piccole”
09 Gen 2026

Critiche dal Partito Democratico al nuovo bando finanziato con fondi Restart per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. In una nota congiunta, Stefano Albano, segretario provinciale del Pd dell’Aquila, Nello Avellani, segretario cittadino del Pd L’Aquila, e Alessandro Tettamanti, segretario del Circolo Pd L’Aquila Centro, denunciano una forte disparità di trattamento tra i diversi filoni di finanziamento previsti.

Il bando, atteso da tempo, consente formalmente anche alle associazioni più piccole del territorio di partecipare con propri progetti alla programmazione di L’Aquila 2026. Tuttavia, secondo i firmatari, la struttura complessiva delle risorse penalizzerebbe proprio le realtà culturali meno strutturate.

In particolare, il Filone A, destinato ai soggetti culturali già riconosciuti dal Ministero della Cultura, prevede un cofinanziamento minimo del 20% e mette a disposizione contributi proporzionati alla dimensione dei progetti, per un totale di 900 mila euro. Al contrario, il Filone B2, rivolto alle piccole associazioni e alle organizzazioni non profit del territorio, impone un cofinanziamento del 50%, a fronte di un contributo massimo di 15 mila euro, con risorse complessive pari a 325 mila euro.

«Questa impostazione – sottolineano Albano, Avellani e Tettamanti – costringe le realtà più piccole ad anticipare risorse economiche rilevanti, esponendole a un rischio finanziario sproporzionato e spesso insostenibile». A ciò si aggiunge, evidenzia il Pd, l’obbligo per le associazioni minori di rispettare procedure burocratiche e di rendicontazione analoghe a quelle richieste ai grandi soggetti, senza disporre delle stesse capacità organizzative e finanziarie.

Secondo i firmatari, il risultato è un sistema che rischia di escludere proprio le realtà più fragili ma maggiormente radicate nel territorio, anziché favorire un accesso equo alle risorse pubbliche e rafforzare il tessuto culturale locale.

Il Pd parla di una scelta politica che confermerebbe «la mancata volontà dell’Amministrazione di coinvolgere realmente il mondo culturale diffuso», denunciando anche una programmazione definita «tardiva e superficiale», con il rischio di compromettere l’intera manifestazione e i suoi effetti sul territorio.

«Per noi L’Aquila 2026 rappresenta una grande opportunità per la città e per l’intero territorio – concludono Albano, Avellani e Tettamanti –. Abbiamo sempre chiesto di poter contribuire a rafforzarla e arricchirla. Proprio per questo siamo costretti a denunciare una visione miope dell’attuale Amministrazione di destra, che prende decisioni in solitudine e privilegia le grandi istituzioni, lasciando il territorio ai margini. Vogliamo scongiurare il rischio che L’Aquila 2026 si trasformi in una grande occasione mancata».


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