Lo denunciano Commissione oltre il MUSP e Comitato Scuole Sicure L’Aquila.
“Intanto L’Aquila si prepara a diventare Capitale Italiana della Cultura 2026 e addirittura l’Economist ha raccontato a tutto il mondo questo paradosso, citando proprio i MUSP come esempio di contraddizione. Ma la domanda resta: quale cultura senza scuole?”
“E intanto, la ricostruzione scolastica è una corsa a ostacoli, fatta di rinvii e slittamenti continui, i “fine lavori ” dei cantieri si perdono nei dossier ufficiali pubblicati dal Comune, dove a ogni aggiornamento corrispondono mesi e mesi di slittamenti nella data del “fine lavori”, senza troppe spiegazioni ai cittadini sul perché di questi ritardi. Cittadini che vorrebbero sapere quando tutti i MUSP verranno finalmente dismessi.”
“E anche la sicurezza sismica rimane un tabù. A inizio 2025 furono affidati incarichi per verificare la vulnerabilità sismica di molte scuole comunali: a distanza di vari mesi e con l’anno scolastico che sta per iniziare, i risultati delle verifiche dove sono? Avremmo noi genitori il diritto di sapere lo stato delle verifiche, ed i risultati?”
“Mentre per la Perdonanza scorrono milioni di euro, si organizzano spettacoli e si lanciano comunicati entusiastici su L’Aquila prossima Capitale Italiana della Cultura, alle scuole chi ci pensa? L’Aquila non ha bisogno di slogan: ha bisogno di aule sicure, trasparenza verso i cittadini e futuro – non più nei MUSP – per i suoi ragazzi e ragazze.”
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