Caos Polizia Locale, Padovani e Verini: “Comune condannato per sesta volta, scandalo nazionale”

Caos Polizia Locale, Padovani e Verini: “Comune condannato per sesta volta, scandalo nazionale”
29 Lug 2025

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Gianni Padovani ed Enrico Verini

Tar ha nominato il Prefetto dell’Aquila come Commissario ad acta, per applicare cumulativamente le cinque sentenze che hanno visto soccombere l’Amministrazione Biondi relativamente alla nomina del Comandante della Polizia Locale e relata organizzazione del Corpo. Sentenze che, contro ogni logica, la stessa Amministrazione si rifiuta pervicacemente di applicare e non da oggi.
Uno scandalo ormai attenzionato a livello nazionale, da noi denunciato più volte ed anche pochi giorni fa quando avevamo invocato il Tar, come già fatto nei mesi scorsi, a nominare il commissario ad acta.
Il commissario ora è arrivato e sicuramente il Prefetto rimetterà nei binari un Comune completamente deragliato. Ci dispiace dire che avevamo ragione, ancora una volta. Sono anni che interroghiamo, diffidiamo, invitiamo il Comune a seguire semplicemente la legge e nominare un Comandante della municipale attraverso lo strumento del concorso, un dirigente stabile, autonomo, legittimo. Tutto inutile contro l’arroganza e la protervia, ma anche l’ignoranza tecnica, di questa Amministrazione.
Stupisce e sorprende, in questa lunga e vergognosa vicenda, non solo la prepotenza politica di chi non vuole rispettare la norma ma anche l’accondiscendenza del Segretario generale e della dirigenza che hanno supinamente accettato nomine di comandanti sempre palesemente illegittime. Non si spiegano altrimenti sei bocciature: quattro dal Tar e due dal Consiglio di Stato, sulla stessa identica materia. E’ palese che il Sindaco non vuole un Comandante della Polizia Locale ma è altrettanto chiaro che al Comune dell’Aquila ci sono strutture tecniche di vertice che supportano e giustificano (in buona fede??? permetteteci di dubitare…) impostazioni politiche che non stanno in piedi sotto il profilo del rispetto della legge.
C’è materia anche per la Corte dei Conti, perché i cittadini sopportano da anni i costi esorbitanti di ricorsi temerari (ovvero contra legem e quindi persi in partenza), oltre ad essere  costretti a subire il danno della mancanza di un Comandante, e si vede in tutti gli aspetti della vita civile, dal traffico selvaggio ai dehors invasivi, dalla segnaletica contraddittoria alla sicurezza urbana in generale.

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