“Le riflessioni di Arnaldo Mariotti, parlamentare del territorio dal 2001 al 2006 e già sindaco, non possono e non devono essere lasciate cadere nel vuoto. Le sue parole rappresentano un contributo serio e documentato su una fase cruciale della storia recente del nostro comprensorio e pongono interrogativi che chiamano in causa responsabilità politiche e amministrative collettive.
Le questioni sollevate meritano attenzione e soprattutto un approfondimento da parte di tutti: amministratori locali, forze politiche e rappresentanze istituzionali del Vastese. Si parla di scelte strategiche, di occasioni mancate, di un patrimonio comune che si è progressivamente indebolito anche a causa dell’assenza di una visione condivisa e di un metodo di lavoro fondato sulla cooperazione territoriale.
Il lavoro svolto e gli impegni assunti nel tempo, a cui Mariotti fa riferimento, costituiscono una buona base di partenza su cui riannodare i fili di una progettualità territoriale che negli anni si è dispersa. Quella stagione politica, caratterizzata da una forte attenzione alla programmazione e alla cooperazione tra enti locali, trovò concreta applicazione non solo nell’esperienza amministrativa di Luciano La Penna, sindaco di Vasto, con il quale Mariotti condivideva una visione territoriale ampia e strutturata, ma anche nel ruolo svolto dai sindaci di Cupello di quegli anni e da Gabriele Marchese, sindaco di San Salvo, protagonisti di un percorso istituzionale orientato al dialogo tra Comuni e alla costruzione di strategie condivise per l’intero comprensorio del Vastese” ha dichiarato Gabriele Barisano (PSI).
“In quegli anni i Socialisti ebbero una presenza diffusa e significativa nelle amministrazioni locali del comprensorio, con numerosi sindaci e amministratori impegnati a dare concretezza a quella visione territoriale fondata sulla collaborazione, sulla programmazione e sulla centralità dell’interesse generale. Un patrimonio politico e amministrativo che va riconosciuto e valorizzato.
Non si tratta di guardare al passato con nostalgia, ma di recuperare metodo, cultura istituzionale e capacità di visione, per poi svilupparli alla luce delle mutate condizioni economiche, sociali e produttive del territorio. In questo quadro, le imminenti elezioni provinciali possono e devono essere l’occasione per avviare un confronto serio sul futuro del Vastese, fondato su programmi e progetti concreti per lo sviluppo del territorio. È su questo terreno che si misura la credibilità della politica. Una proposta programmatica va costruita, condivisa o, laddove esista già un lavoro serio, ripresa e approfondita: anche le riflessioni e le indicazioni contenute nel comunicato di Mariotti rappresentano, da questo punto di vista, una base utile e attuale da cui partire.
Come Socialisti lo abbiamo già detto e ribadito pubblicamente: prima dei personalismi vengono le idee, prima delle candidature vengono i programmi e i progetti. Dobbiamo rilanciare, non appiattirci sulle attuali amministrazioni, per di più ormai al termine del loro mandato. Serve uno scatto in avanti, una visione che guardi oltre l’ordinaria amministrazione e sappia costruire prospettive di medio e lungo periodo.
Per il Coordinamento dei Socialisti del Vastese è ormai indispensabile aprire un confronto programmatico vero, libero da logiche di corto respiro, che sappia misurarsi con le mutate condizioni del territorio. Questo confronto deve coinvolgere tutti i sindaci del Vastese, senza gerarchie né esclusioni, riconoscendo un ruolo centrale anche ai Comuni più piccoli, che non possono essere considerati realtà marginali o residuali. I piccoli Comuni custodiscono competenze, bisogni specifici, risorse ambientali e sociali fondamentali e rappresentano una parte essenziale dell’equilibrio territoriale: escluderli dal processo decisionale significa indebolire l’intero Vastese. Rivolgiamo quindi un appello diretto agli amministratori e ai rappresentanti istituzionali oggi in carica: si apra finalmente una fase di confronto serio, pubblico e responsabile sul futuro del Vastese. Le riflessioni di Mariotti, il lavoro svolto in passato e le esperienze amministrative che hanno saputo fare sistema, a Vasto, San Salvo, Cupello e negli altri Comuni del comprensorio, rappresentano un patrimonio politico e culturale da cui ripartire, non da archiviare.
Il Coordinamento dei Socialisti del Vastese è disponibile fin da ora a fare la propria parte per favorire questo percorso di discussione e di proposta, nella convinzione che il futuro del territorio non possa essere affidato a scelte solitarie o a contrapposizioni sterili, ma debba tornare ad essere il frutto di una visione condivisa, fondata su idee, progetti e responsabilità comuni”, conclude Barisao.
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