Albania, sbarcano i 40 migranti provenienti dall’Italia. Strada: “Sono ammanettati”

Albania, sbarcano i 40 migranti provenienti dall’Italia. Strada: “Sono ammanettati”
12 Apr 2025

di Alessandra Prospero

Sono arrivati ieri, 11 aprile, al centro di Gjader i tre pullman con i 40 migranti in arrivo dall’Italia all’Albania. La nave Libra ha attracca al porto di Shengjin, dove ad attenderli vi erano giornalisti e l’europarlamentare del PD Cecilia Sala in visita al centro che dal 28 marzo scorso può ospitare anche persone trattenute nei Cpr italiani grazie al nuovo decreto firmato dal governo.
I migranti sono stati presi in custodia e scortati dalle camionette di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza.
I parlamentari del Pd che erano sul posto e gli attivisti del Tavolo Asilo hanno dichiarato che le informazioni su nazionalità e Cpr di provenienza dei migranti sono state date alla spicciolata e senza una conferma puntuale ma a destare clamore sono state le fascette ben visibili ai polsi dei migranti durante lo sbarco.
A denunciarlo è stata proprio l’europarlamentare Cecilia Strada: “Scendono ammanettati. Ci hanno spiegato che le fascette sono state impiegate per motivi di sicurezza – ha spiegato -, per l’incolumità delle persone e per evitare autolesionismo e disordini a bordo. Chiederemo conto di tutto questo”.

Rimane il dubbio a questo punto su un eventuale ammanettamento anche durante le circa sette ore di viaggio da Brindisi a Shengjin. Quel che è certo è che nei prossimi giorni arriveranno in Albania anche i legali del Centro italiano per i rifugiati per avere informazioni precise sulla nazionalità dei migranti e sui centri di permanenza dai quali sono stati prelevati e portati al porto di Brindisi.

E mentre Strada definisce testualmente questi centri in Albania come “incubi giuridici misteriosi”,  l’Unione Europea  preferisce non commentare l’episodio.

“Siamo a conoscenza degli ultimi sviluppi riguardanti il decreto e, secondo le nostre informazioni, ai centri si applicherà la legge nazionale italiana, come avvenuto finora per l’asilo”, ha detto il portavoce dell’esecutivo Ue, ribadendo che, “in linea di principio, questo è compatibile con il diritto europea”. Bruxelles, ha aggiunto, “continua a monitorare l’attuazione del protocollo” Italia-Albania “e rimane in contatto con le autorità italiane”.

“Riparte la deportazione di migranti in Albania, il più grande flop di Giorgia Meloni pagato interamente dai contribuenti italiani per una propaganda elettorale permanente sadica, crudele e inutile – afferma -. Non basterà cambiare la destinazione d’uso in Cpr dei centri albanesi per nascondere il fallimento di questa operazione” commenta dall’Italia il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

Il capogruppo M5S in commissione Affari costituzionali alla Camera, Alfonso Colucci, aveva così commentato:

“Un miliardo di euro per 40 posti in Albania, forse un giorno 140: così Giorgia Meloni pensa di risolvere il problema delle migrazioni in Italia? Nel frattempo le forze dell’ordine sottopagate, sotto organico e male equipaggiate, scontano pure la mancanza delle risorse umane inutilmente impiegate nei centri albanesi mentre l’allarme della criminalità in Italia cresce. Il governo è arrivato a otto decreti legge per cercare di gestire il dossier immigrazione e i risultati stranno a zero. Il Governo pensa alla corsa alle armi, a mandare qualche decina di migranti in Albania, a reprimere il dissenso con il dl Sicurezza e ignora le famiglie che non riescono più a pagare le bollette e aspettano mesi per un esame diagnostico nonché le imprese che chiudono gli stabilimenti o delocalizzano. Siete proprio sicuri di poter portare in un Paese extra UE quelle persone anche senza il loro consenso? E qualora queste persone decidessero di presentare una nuova domanda di asilo, la normativa europea impone che vengano immediatamente riportate in Italia. Andata e ritorno a spese nostre? L’operazione Albania è un fallimento definitivo ma anche giuridicamente illegittima. Il Protocollo stabiliva che i centri in Albania potessero accogliere esclusivamente migranti soccorsi da navi italiane fuori dalle acque territoriali, ora invece il governo con il decreto-legge stravolge questo impianto e estende l’uso dei centri anche agli stranieri trattenuti nei CPR. Dovevano passare per un nuovo accordo con il governo albanese ma sanno che non è aria di nuovi accordi. Non solo, il nuovo decreto legge viola la Convenzione di Vienna e gli articoli 80 e 117 della Costituzione. Quelle persone erano ospiti di Cpr italiani che non coprono nemmeno la capienza massima, ci sono posti liberi. Il trasferimento in Albania serve solo a soddisfare l’ostinazione di Meloni e Piantedosi“.

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