In una terra affacciata sul Mediterraneo in cui cristiani, musulmani ed ebrei convivevano naturalmente da tempo, il 15 maggio di 77 anni fa ci fu l’evento che causò l’inizio della lunga fila di tragedie e crimini avvenuti in Palestina, compreso l’attuale genocidio nella striscia di Gaza: la Nakba, la catastrofe attraverso cui venne fondato lo Stato di Israele. Prima dell’avvento dei sionisti, appoggiati dalle potenze Occidentali, quella terra si chiamava Palestina. Ancora oggi donne e uomini palestinesi continuano a resistere con ogni mezzo al progetto coloniale israeliano. Slai cobas, Casematte e FuoriGenere lanciano il presidio a L’Aquila per ricordare il tragico evento storico. A seguire, il comunicato integrale.
Il 15 maggio ricorre il 77° anno dalla Nakba, il tragico esodo forzato di quasi 800.000 palestinesi. Questo ricordo si fa ancora più doloroso se pensiamo agli oltre 70.000 palestinesi uccisi da Israele a partire dal 7 ottobre 2023. Non è una risposta spropositata, è un genocidio!
Lo stato terrorista di Israele impedisce l’ingresso degli aiuti umanitari e presenta il “piano finale” previsto per Gaza e tutta la Palestina occupata.
Non si può continuare a parlare di guerra, si tratta di una pulizia etnica, di un crimine contro l’umanità e noi non rimarremo in silenzio. La vergognosa complicità dello Stato italiano nel progetto sionista sta tanto nell’informazione falsata, quanto nella vendita di armi e nella criminalizzazione della resistenza palestinese, di cui proprio a L’Aquila abbiamo la riprova con l’assurdo processo ad Anan, Ali e Mansour. Facciamo sentire la nostra voce e portiamo i nostri corpi sotto il Tribunale nell’udienza del 21 maggio in solidarietà alla resistenza…o si sta dalla parte degli oppressi o si è complici degli oppressori!
Siamo parte di una coscienza collettiva che rifiuta di arrendersi e sottomettersi.
Il 15 maggio alle 18:00 ci vediamo ai Quattro Cantoni!
Per Gaza. Per la Palestina libera. Per Anan, Ali e Mansour. Per ogni persona uccisa, imprigionata, mutilata, torturata, assoggettata dal colonialismo sionista.
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