25 aprile, la risposta alle polemiche. Pd e Sinistra Italiana: “Nessuna lezione di democrazia da chi fatica ad accettare la Costituzione”

25 aprile, la risposta alle polemiche. Pd e Sinistra Italiana: “Nessuna lezione di democrazia da chi fatica ad accettare la Costituzione”
26 Apr 2025
L’Aquila – Dopo la celebrazione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione – mai così partecipata come quest’anno – si è acceso il focolaio delle polemiche a seguito del flash mob tenuto da alcuni attivisti pro-Palestina nei pressi del Carrefour Express di Corso Vittorio Emanuele, ai Quattro Cantoni.
Il titolare dell’attività Marcello De Angelis ha denunciato l’irruzione nel punto vendita di una ventina di persone che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe accusato lui e i suoi collaboratori di complicità nel genocidio di Gaza e con gesti violenti determinato l’interruzione di pubblico esercizio.
La catena di supermercati Carrefour è da mesi oggetto di boicottaggio da parte di diversi movimenti che denunciano la complicità con il “sistema israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid”. Alla denuncia di De Angelis hanno risposto gli attivisti protagonisti dell’azione di ieri con una dichiarazione all’Ansa che spiega dal loro punto di vista l’accaduto.
“Non ci sono stati da parte nostra atti di violenza, abbiamo semplicemente simulato un corteo funebre da piazza IX Martiri con sudari e bandiere in favore della Palestina e in testa un cartello con scritto ‘Stop al genocidio’. Siamo poi entrati nel Carrefour, ma ci siamo limitati a un semplice flashmob in linea con altre azioni di protesta condotte in altre parti d’Europa, come a Oslo, il tutto finalizzato a denunciare le atrocità del genocidio a Gaza”.
Di fronte alle polemiche scaturite, al centrodestra cittadino non deve essere parso vero poter riconquistare un ruolo di primo piano in una giornata che, soprattutto dalla parti di Fratelli d’Italia e Lega, è vissuta con palpabile imbarazzo.
Daniela Ianni, coordinatrice aquilana del partito meloniano, è intervenuta per stigmatizzare l’accaduto. “Quando gli autoproclamati antifascisti impediscono con la forza a qualcuno di lavorare, manifestare, parlare o semplicemente esprimere un’opinione diversa, non stanno difendendo la democrazia: la stanno seppellendo. È evidente come, nel nome della lotta al fascismo, adottino metodi che al fascismo storico somigliano fin troppo. Alla fine, i veri fascisti sono spesso quelli che gridano più forte di essere antifascisti”.
Parole che in un prevedibile effetto domino hanno suscitato l’intervento del centrosinistra cittadino, che ha voluto mettere in chiaro alcune questioni. Nello Avellani, segretario aquilano del Pd, con Fabrizio Giustizieri e Pierluigi Iannarelli, rispettivamente segretario provinciale e cittadino di Sinistra Italiana, sono intervenuti con due comunicati che riportiamo integralmente.
Avellani (Pd): “Non accettiamo lezioni di democrazia da chi fatica a riconoscere la nostra Costituzione, da chi non celebra la Liberazione dalla dittatura e, anzi, porta ancora la fiamma nel simbolo”.
La giornata di ieri, con il centro cittadino e le frazioni attraversate da centinaia e centinaia di persone, donne uomini e bambini, che hanno voluto celebrare l’80esimo anniversario della Liberazione dalla dittatura nazi-fascista, ci ha riempito il cuore.
Erano anni che non si vedevano tante persone in piazza.
Ricordare con gratitudine le donne e gli uomini che sacrificarono la loro vita per regalarci il più importante dei doni, la Democrazia, è un dovere morale che sentiamo forte, oggi più che mai, così come l’urgenza di difendere la nostra Costituzione, figlia di quella lotta antifascista, architrave fondamentale del nostro vivere comune e solidale.
Per questo, abbiamo preso immediatamente le distanze, con i nostri consiglieri comunali, da quanto accaduto al supermercato Carrefour, un’azione autonoma di manifestanti convocati in piazza con altre parole e per altri motivi che nulla avevano a che fare con il 25 aprile. Questo è apparso subito chiaro, anzi chiarissimo.
Abbiamo inoltre voluto mostrare la nostra piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del supermercato.
Restiamo convinti che non sia questo il modo giusto per denunciare l’aggressione inumana, feroce e sanguinosa, del governo israeliano di estrema destra alla popolazione palestinese.
Vogliamo sia altrettanto chiaro, però, che non consentiremo che questa giornata di memoria e partecipazione che, evidentemente, tanto fastidio ha dato alla destra cittadina, venga ‘sporcata’ e che si tenti di strumentalizzare quanto accaduto al supermercato Carrefour.
Vogliamo dire con parole chiare che troviamo sconcertante la nota della coordinatrice di Fratelli d’Italia che ha tentato, vigliaccamente, di attribuire ai manifestanti riuniti per celebrare il 25 aprile la responsabilità di quella manifestazione autonoma.
La nostra storia parla chiaro: abbiamo respinto sempre, con forza, ogni forma di violenza e siamo stati in grado, sempre, di prendere le distanze dagli estremismi, in ogni situazione e in ogni epoca.
Un coraggio che è mancato, e continua a mancare, alla destra post fascista al governo del Paese, incapace di fare i conti con la propria storia di violenza, stragi e terrorismo, e di isolare le frange più estreme.
Lo racconta, ancora, la cronaca cittadina degli ultimi mesi: aspettiamo pazienti che Fratelli d’Italia faccia chiarezza sulla sua contiguità con CasaPound, che il partito del sindaco denunci con forza quanto accaduto al Liceo Cotugno, quel vomitevole striscione con scritto “Antifascismo = Mafia”, e ciò che è accaduto dopo con le intimidazioni alla Dirigente scolastica, come abbiamo chiesto invano in Consiglio comunale.
Non accettiamo lezioni di democrazia da chi fatica a riconoscere la nostra Costituzione, da chi non celebra la Liberazione dalla dittatura e, anzi, porta ancora la fiamma – col suo terribile portato storico – nel simbolo.
E non accettiamo che membri del coordinamento politico di FdI si permettano di scrivere sui social, prima di cancellare vigliaccamente i post, che all’interno del Carrefour c’erano due esponenti del Pd.
Una diffamazione grave, gravissima: ovviamente, ci tuteleremo legalmente, denunciando la manifesta infondatezza di quanto scritto.
E chiediamo fin d’ora alle forze dell’ordine come sia possibile che quell’esponente di partito, con le indagini in corso, abbia potuto pubblicare un frame del video delle telecamere interne del supermercato: ci pare proprio si tratti di un’azione contro le leggi.
Anche su questo, andrà fatta piena luce.

Giustizieri e Iannarelli (Sinistra Italiana): “A Gaza in atto un genocidio, ma azione del Carrefour non organizzata dall’Anpi”

Le azioni di boicottaggio nei confronti dei prodotti israeliani e di una catena commerciale come quella del Carrefour, che è tra le principali rifornitrici di beni ed alimenti dei soldati israeliani, rientrano tra le forme di pressione e di lotta che i cittadini di tutto il mondo possono attuare per chiedere la fine dell’occupazione e della colonizzazione della terra palestinese, per la piena uguaglianza per i cittadini arabo-palestinesi di Israele e per il rispetto del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.

A prescindere da cosa sia accaduto il 25 Aprile al Carrefour lungo corso Vittorio Emanuele, azione che non rientrava tra quelle organizzate dall’ANPI a cui noi abbiamo aderito per celebrare la festa della Liberazione, è nostro dovere politico precisare che, nell’indifferenza del potere mondiale, a Gaza è in atto un genocidio e che i singoli individui, anche con azioni di rinuncia quotidiana, di boicottaggio di prodotti e di scelta consapevole dei consumi, possono essere protagonisti di una lotta di resistenza all’inumanità.

Troviamo ipocrita e deprecabile l’atteggiamento di una destra che fatica a definirsi antifascista e che non ha neanche il coraggio di riconoscersi come fascista, finalizzato a strumentalizzare l’episodio del Carrefour per gettare discrimine sulla bella e “sobria” giornata in cui il 25 Aprile è stato festeggiato, da noi insieme a tanti altri, sotto la stella polare dei valori della Resistenza italiana.


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