È stato pubblicato il progetto esecutivo relativo alla realizzazione di quello che sarebbe dovuto diventare il Dopo di Noi di Via Antinori. Sembrerebbe una buona notizia, ma come è accaduto per il Piano di Abbattimento delle barriere architettoniche, si tratta solo della realizzazione di un’altra scatola vuota che l’amministrazione offre alle famiglie che vivono la disabilità.
Quello che verrà realizzato infatti sarà un Centro Diurno inclusivo che fa presupporre che stiano avendo la meglio i detrattori del progetto originario di Via Antinori.
Per il Dopo di Noi, infatti, manca ancora un’idea di vocazione e di attuazione. Chi come me si occupa di politiche sociali sa bene che le richieste che giungono dalle famiglie aquilane sono rivolte all’alta intensità a forte valenza socio sanitaria, dunque per le disabilità gravi e gravissime; l’assessore Tursini invece, intende attivare a via Antinori una specie di Centro Diurno che è ben altra cosa.
C’è da sottolineare come persino l’offerta per la bassa intensità rivolta alle persone disabili autosufficienti, presente nelle strutture di via Filomusi Guelfi inaugurate nel 2022, faccia registrare quelle strutture ancora vuote.
Senza una seria programmazione e soprattutto senza una attività in sinergia con la ASL, che a quanto pare si vuole proteggere tenendola a distanza dalle mie richieste di convocazione in Commissione, avremo in città altri appartamenti vuoti, mentre le famiglie che hanno una persona disabile grave al loro interno, continueranno a soffrire per la mancanza di servizi e prospettiva.
Per capire quanto le persone disabili vengano lasciate sole basterebbe sapere che non hanno pagati gli assegni di cura da ben due anni. L’assegno di cura non è una misura di sostegno al cittadino bisognoso, non è un favore elargitorio, è una misura di diritto, imprescindibile affinché le famiglie possano investire sulle strumentazioni, sull’assistenza e sui servizi alle persone disabili che ne fanno parte.
La buona politica ha il dovere di utilizzare ogni strumento, con coraggio e senso del dovere, per risolvere le problematiche che bloccano le risorse della disabilità, si chiamino assegni di cura, Vita indipendente o Durante e Dopo di noi. Spero che il rinvio della Terza commissione sulla disabilità e quello della Seconda commissione su barriere architettoniche, non siano l’ennesima prova di lassismo per “tirarla fino a settembre”, sarebbe gravissimo.
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