93^ puntata

Magnani a 1927: «Il primo posto? Umiltà e lavoro, quando arriverà la pioggia vedremo come reagiremo»

07 Ott 2026

«Il campionato è lunghissimo. Arriverà la pioggia, sia in campo che fuori, e sarà nel momento difficile che vedremo come reagiremo. Intanto però con il primo posto in città si parla dell’Aquila calcio». Filippo Magnani sintetizza così l’avvio di stagione dell’Aquila, prima in classifica dopo sei giornate e unica formazione ancora imbattuta nel Girone F.

Il difensore rossoblù è stato ospite ieri di 1927, la trasmissione di Abruzzo Sera dedicata all’Aquila Calcio, all’indomani del 3-0 di Pietralunga e alla vigilia dell’impegno di Coppa Italia col Termoli. Una vittoria, quella in terra umbra, apparentemente semplice, ma arrivata in una di quelle partite che in Serie D possono diventare complicate se affrontate con l’atteggiamento sbagliato.

«Sapevamo che in certi campi è sempre difficile portare a casa il risultato. Ci eravamo imposti di non sbagliare l’atteggiamento e così è stato. Siamo stati bravi ad andare in vantaggio e poi a fare il 2-0. Da lì è diventata una partita di gestione e abbiamo rischiato poco o niente».

Proprio l’atteggiamento, secondo Magnani, è stato determinante: «Non abbiamo sottovalutato l’avversario, che aveva comunque delle buone individualità. Hanno avuto qualche occasione nel primo tempo, ma abbiamo resistito bene e poi portato a casa la vittoria».

Una difesa da due gol subiti

Il primato rossoblù passa anche da un dato evidente: L’Aquila ha subito appena due reti nelle prime sei giornate, entrambe nella trasferta di Ancona.

«Abbiamo preso gol soltanto in una partita, quindi in tutte le altre abbiamo tenuto la porta inviolata. Siamo giocatori che si stanno conoscendo e cerchiamo di lavorare per reparto. Siamo un buon reparto e lo stiamo dimostrando ogni domenica: chi gioca, gioca».

La concorrenza non manca, con Andreucci che può scegliere tra diversi centrali e che nelle ultime partite ha utilizzato anche la difesa a tre nel corso della gara.

«La competizione è giusta, perché siamo una squadra forte, con ambizione. Ogni domenica devi giocarti il posto. Il campionato è lungo e c’è bisogno di tutti. È una competizione sana, che fa bene e ti aiuta a impegnarti ancora di più durante la settimana».

E sulla soluzione a tre Magnani non ha dubbi: «Nei secondi tempi ci siamo passati più volte e secondo me ci troviamo benissimo. Ci difendiamo ancora meglio e rischiamo ancora meno».

Dai gol con Giulianova e Termoli al ruolo da attaccante ad Ancona

Al suo primo anno all’Aquila, Magnani ha già lasciato il segno anche nell’area avversaria. Prima il gran gol di Giulianova in Coppa Italia, poi quello decisivo contro la sua ex squadra, il Termoli.

Sul primo scherza: «Non diciamo che sia proprio nelle mie caratteristiche, però è venuto fuori veramente un gol clamoroso. Quando l’ho rivisto ero quasi sorpreso».

Diverso il significato della rete al Termoli quando non si è trattenuto dall’esultare nonostante la segnatura contro la sua ex squadra: «Sono uno che vive il calcio in modo vero, sono sanguigno. La domenica non capisco più niente. Quel gol è stato una liberazione, perché era una partita bloccata e dovevamo vincerla. Era verso la fine ed è stato un gol importante».

I suoi centimetri sono diventati anche una soluzione tattica. Ad Ancona, nel finale, Andreucci lo ha mandato addirittura in attacco: «Sono entrato per cercare di spizzare qualche pallone e provare a pareggiarla. Per fortuna ci siamo riusciti».

Una caratteristica che si lega a una delle armi migliori mostrate finora dall’Aquila: i calci piazzati.

«Sulle palle inattive siamo una squadra importante, perché abbiamo struttura, abbiamo chi le calcia bene e abbiamo anche dei bomber d’area di rigore. Diventano fondamentali ogni domenica».

«Il Teramo resta una delle pretendenti»

Il primo posto non cambia il giudizio di Magnani sulle avversarie. A partire proprio dal Teramo, battuto 2-0 nel Derby del Gran Sasso.

«È sicuramente una squadra forte, come lo era l’anno scorso. Ha individualità importanti, anche di categoria superiore. Molti giocatori si conoscono perché sono insieme dall’anno scorso e sarà sicuramente una delle pretendenti al titolo».

Discorso simile per la Vigor Senigallia: «Anche loro hanno parecchi giocatori che giocano insieme da tempo e daranno filo da torcere a parecchi».

E poi l’Atletico Ascoli, fermato sullo 0-0 al Gran Sasso in una partita sulla quale Magnani conserva qualche rimpianto: «Secondo me meritavamo la vittoria. Abbiamo avuto un sacco di occasioni e rischiato quasi zero. Poi loro sono rimasti anche in dieci e non siamo riusciti ad andare in vantaggio».

Tra le squadre destinate a stare davanti inserisce anche l’Ancona: «È una squadra solida, che gioca uno contro uno praticamente a tutto campo. È cattiva, mette sempre agonismo. Credo che anche quest’anno cercherà di arrivare fino in fondo».

Proprio il pareggio del Del Conero, recuperato al 94’, assume oggi un peso particolare: «Ci ha aiutato a tenere alto il morale. Nel primo tempo avevamo sofferto un po’, poi con l’ingresso di Gori abbiamo ritrovato la giusta carica. Siamo andati nuovamente sotto e l’abbiamo ripresa: non siamo andati ko».

Gori: «Un metronomo che tiene tutti svegli»

Magnani riserva parole importanti al capitano rossoblù.

«Mirko è un giocatore che ha fatto la Serie A, non siamo sicuramente noi a doverlo giudicare. È importante e fa la differenza quando c’è e quando non c’è».

Ma Gori non è soltanto il giocatore che detta i tempi: «È entrambe le cose: un metronomo e uno che si fa sentire con i compagni e con gli avversari. Cerca di tenere tutti sul pezzo. È uno che tiene tutti svegli».

«Prima viene l’uomo, poi il giocatore»

Dietro la partenza dell’Aquila, però, Magnani individua soprattutto la costruzione di un gruppo che, nonostante sia quasi completamente nuovo, sembra aver trovato rapidamente una propria identità.

«Siamo tutti bravi ragazzi, ragazzi vogliosi. Il mister ci dice sempre che prima viene l’uomo e poi il giocatore. Siamo ragazzi con dei valori giusti, ci troviamo bene insieme e questa cosa la domenica si rispecchia sul campo».

Una linea molto simile a quella indicata dallo stesso Andreucci dopo Pietralunga. E il primo posto, almeno nello spogliatoio, non deve cambiare nulla.

«La prima cosa sono umiltà e lavoro. Sono le cose che dobbiamo portare in campo ogni giorno».

Magnani racconta positivamente anche il suo impatto con la città: «Per adesso è tutto perfetto. C’è ancora il sole, la domenica è sempre bella e possiamo dire che la scelta è stata impeccabile».

Poi arriva forse l’immagine più efficace dell’intervista: «Il campionato però è lunghissimo. Arriverà la pioggia, sia in campo che fuori, e sarà nel momento difficile che vedremo come reagiremo».

«In città si parla dell’Aquila Calcio»

Intanto, però, qualcosa intorno alla squadra è cambiato. Andreucci dopo Pietralunga aveva indicato proprio nell’entusiasmo ritrovato uno dei primi risultati raggiunti dalla nuova L’Aquila. Magnani lo avverte anche fuori dal campo.

«Si percepisce. Adesso in città si parla dell’Aquila Calcio. Lo stadio pieno contro il Teramo è un altro elemento che lo fa capire. E poi ci hanno seguito anche a Pietralunga, nonostante fosse una trasferta quasi proibitiva».

Il prossimo appuntamento di campionato sarà nuovamente al Gran Sasso, contro la Santegidiese.

Magnani mette in guardia soprattutto dalla qualità di alcuni giocatori, a partire da Eusepi, e dall’inevitabile atteggiamento con cui gli avversari arriveranno all’Aquila: «Sarà da combattere, come ogni domenica. Siamo pronti a farlo anche questa volta».

Perché il primato cambia inevitabilmente anche il modo in cui gli altri guardano i rossoblù.

«Chiunque venga all’Aquila viene per fare la partita della vita, per cercare di portare a casa punti. Per noi quindi la domenica è sempre difficile».

Sei giornate hanno riportato L’Aquila in testa e l’entusiasmo intorno alla squadra. Magnani, però, guarda già al momento in cui arriverà quella “pioggia” che prima o poi attraversa ogni campionato.

È lì che si capirà davvero quanto vale questa nuova L’Aquila.


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