Riceviamo e pubblichiamo la nota della capo gruppo di L’Aquila coraggiosa Simona Giannangeli
“Nel corso del consiglio comunale svoltosi il 29 luglio scorso, la maggioranza ha approvato la delibera di giunta che prevede la rotazione da direzionale a commerciale dell’area di Centi Colella, della quale i titolari dei diritti di edificazione avevano chiesto il mutamento di destinazione d’uso.
Il centro commerciale che si strutturerà in locali di media superficie pari a 2.500 mq e in servizi di vicinato per 182 mq, oltre a superfici destinate a bar per uno sviluppo di circa 182 mq, quindi si farà. Giova ricordare che nel 2020, durante il primo mandato del sindaco Biondi, la vicenda del centro commerciale era già approdata in aula consiliare, la maggioranza aveva vacillato e, soprattutto, era stata forte la contrarietà della società civile e delle associazioni del territorio, tanto che il progetto era stato accantonato.
Rimodulato in minima parte, oggi questo progetto decolla.
In consiglio comunale, quale capogruppo dell’Aquila Coraggiosa, ho votato contro questa ennesima scellerata decisione della maggioranza al governo della città, perché è evidente in primis la mancanza di una qualsivoglia minima pianificazione coerente ed efficiente del territorio comunale, che continua ad essere aggredito con pesanti interventi strutturali.
Sono intervenuta in aula per affermare che non è ravvisabile alcun interesse pubblico nella realizzazione di detto centro, su un’arteria quale la S.S. 17 bis già congestionata da una pesante mobilità e che ancora una volta è evidente la totale mancanza di volontà da parte di questa maggioranza di definire una pianificazione strategica ed urbana.
La stessa maggioranza che ha sempre affermato, inoltre, di voler sostenere le attività commerciali del centro storico, quelle attività che con fatica e accollandosi il rischio, hanno voluto dare un contributo al rinnovamento di vita nel cuore della città.
Ho votato contro questa delibera per queste ed altre ragioni, che risiedono in alcune valutazioni specifiche, ovvero che trattasi di intervento che ricade in zona B2 del Piano paesistico vigente cha fa obbligo di predisporre una specifica verifica di compatibilità ambientale, che ricade anche all’interno della “zona a conservazione parziale” del vigente Progetto Speciale Regionale nella quale non sono ammesse dette tipologie di intervento, che ricade all’interno delle aree a rischio alluvionale delimitate dalla Regione e che pertanto nella stessa microzonazione risulterebbero inedificabili e che ricade in una zona acquitrinosa tanto che, a nord ovest dell’area, a meno di cinquanta metri dallo spigolo del futuro centro commerciale esiste una risorgiva che dovrebbe essere tutelata.
Si è tenuto conto di tutto questo, nel mentre la maggioranza decideva di dare via libera a questo progetto? Continuerò ad approfondire nelle sedi competenti, perché gravi e pericolose possono essere le conseguenze di un intervento simile.
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