Esplosione a Roma, torna l’allarme GPL: sì, ma a quale costo per la sicurezza?

Esplosione a Roma, torna l’allarme GPL: sì, ma a quale costo per la sicurezza?
04 Lug 2025

Una violenta esplosione ha scosso questa mattina il quartiere di Centocelle, a Roma. Poco dopo le 8:00, un distributore di gas GPL in via dei Gordiani, nel cuore del Prenestino, è stato teatro di un incidente gravissimo: una pompa di una cisterna, durante le operazioni di rifornimento, si sarebbe improvvisamente staccata, provocando un boato assordante e un’esplosione che ha messo in allarme tutta la Capitale.

L’onda d’urto ha investito automobili parcheggiate, coinvolgendole in un incendio esteso. Una densa colonna di fumo nero si è alzata tra i tetti, visibile a chilometri di distanza, creando panico in tutta l’area. La stazione di servizio si trovava pericolosamente vicina a una scuola: per puro caso, a quell’ora non erano ancora presenti alunni. Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco, le ambulanze e le forze dell’ordine. Quattro persone risultano ustionate in modo grave, mentre altre hanno riportato intossicazioni leggere e contusioni.

Il problema della sicurezza: GPL sì, ma a quale costo?

Negli ultimi anni, l’uso del GPL si è diffuso notevolmente in Italia, per motivi economici e ambientali. Ma la sicurezza rimane un punto critico: il GPL è altamente infiammabile e, se non maneggiato con precisione assoluta, può trasformarsi in un rischio mortale. Non si tratta solo di incendi: in caso di inalazione, le esalazioni possono causare malori gravi, vertigini, svenimenti e difficoltà respiratorie. Non è la prima volta che Roma è testimone di eventi simili. Solo poche settimane fa, un altro incendio aveva colpito la zona di Ponte Lanciani. Nel corso degli anni, si sono verificati numerosi episodi analoghi in tutta Italia: da Rieti a Napoli, da Ravenna a Spoleto. In diversi casi ci sono stati morti e numerosi feriti. Tuttavia, non esiste ancora un registro nazionale degli incidenti da carburanti, e la normativa sulla distanza tra impianti e abitazioni è lasciata alla discrezionalità delle Regioni.

Le autorità raccomandano, in situazioni del genere, di non avvicinarsi alla zona interessata, restare in casa, sigillare le finestre e, se necessario uscire, indossare mascherine per proteggersi dai fumi tossici.


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