Bonifici tra parenti: come evitare problemi con il Fisco

Bonifici tra parenti: come evitare problemi con il Fisco
27 Ago 2025

Capita sempre più spesso che in famiglia ci si dia una mano: un genitore che sostiene i figli negli studi, un nonno che regala un contributo per l’acquisto della prima casa, un fratello che interviene con un prestito in un momento di difficoltà. Gesti semplici, quotidiani, che raccontano la forza dei legami familiari e il valore della solidarietà.

Immaginiamo un padre che decide di aiutare la figlia a pagare le rate del mutuo. Con un bonifico bancario può trasferirle la somma necessaria in pochi minuti. Un atto naturale, di amore e responsabilità. Eppure, se la causale non è chiara o se manca una documentazione di supporto, quel trasferimento potrebbe essere interpretato dall’Agenzia delle Entrate come un reddito non dichiarato.

Ecco perché, nel 2025, diventa fondamentale non solo compiere questi gesti, ma anche saperli descrivere correttamente. Perché dietro un aiuto economico fatto col cuore può nascondersi, inavvertitamente, un problema fiscale.

Vediamo dunque come evitare di incappare in errore.

Specificare sempre la causale del bonifico

  • Donazione: indicare chiaramente “donazione a favore di [nome e cognome]”.

  • Prestito: scrivere “prestito infruttifero tra familiari” o “prestito senza interessi”.

  • Rimborso spese: specificare la natura (“rimborso spese universitarie”, “rimborso spese mediche”).

Una causale precisa evita che l’operazione venga scambiata per reddito non dichiarato.

Donazioni: attenzione alle soglie e alle imposte

Le donazioni tra parenti stretti (genitori-figli, coniugi) sono esenti da imposta fino a 1 milione di euro per beneficiario.
Oltre questa soglia si paga l’imposta di donazione (4%).
È comunque buona prassi conservare copia dei bonifici e, in caso di importi rilevanti, valutare un atto notarile.

Prestiti tra familiari: meglio formalizzare

Un prestito non documentato può essere confuso con un reddito occulto.
Si consiglia di redigere una scrittura privata, firmata da entrambe le parti, che indichi:

  • l’importo,

  • la durata,

  • la restituzione senza interessi (in caso di prestito infruttifero).

Questa scrittura non è obbligatoria, ma molto utile in caso di controlli.

Tracciabilità: sempre usare strumenti bancari

Evita il contante: i trasferimenti devono passare attraverso strumenti tracciabili (bonifico, assegno non trasferibile). Questo offre garanzia di trasparenza e tutela entrambe le parti.

Conservare la documentazione

Contratti, ricevute, causali chiare: ogni documento può fare la differenza in caso di contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.


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