Un quadro lavorativo al limite del collasso e un servizio pubblico a rischio paralisi. È quanto emerso dall’ultima riunione della Commissione Ambiente del Comune di Pescara, presieduta dal consigliere Roberto Carota, a cui ha preso parte il sindacato USB insieme ad altre sigle sindacali per discutere la grave situazione istituzionale ed operativa di Ambiente SpA.
I dati emersi durante il confronto dipingono una realtà allarmante per i dipendenti della società che gestisce la raccolta dei rifiuti in città. In diverse zone gli operatori arrivano a movimentare fino a 800 mastelli per turno, doppiando di fatto il limite massimo di 400 stabilito dal Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). A questo si aggiungono le rilevazioni critiche sullo stress lavoro-correlato rimaste senza correttivi, la totale assenza di tutele per il lavoro in solitaria e per le temperature estreme, oltre alla fornitura di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) del tutto inadeguati.
L’organizzazione del lavoro soffre inoltre per l’abolizione di una turnazione equa e per la carenza strutturale di personale e veicoli idonei, insufficienti a coprire le esigenze di una città di quasi 120.000 abitanti che aumentano considerevolmente durante la stagione estiva.
Turni massacranti, stipendi contenuti e condizioni precarie stanno già spingendo diversi dipendenti alle dimissioni o a prolungate assenze per motivi di salute. Una crisi d’impresa che, come sollevato nel corso del dibattito dal consigliere Carlo Costantini, mette in discussione la tenuta stessa del servizio e richiede l’intervento urgente dell’azienda e degli azionisti pubblici.
Di fronte a questa emergenza, la rappresentanza USB Lavoro Privato Chieti/Pescara e la RSA aziendale hanno rinnovato le proprie rivendicazioni chiedendo un piano straordinario di assunzioni, la revisione del DVR, il rinnovo del parco mezzi con veicoli ergonomici, l’assegnazione di DPI adeguati, l’apertura di un tavolo permanente su salute e sicurezza e la riorganizzazione concertata dei turni di lavoro.
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