La rimonta di Recanati racconta il carattere, la classifica premia il lavoro, ma Vincenzo Lisi guarda soprattutto alla continuità. «La cosa più importante è la costanza», dice il centrocampista dell’Aquila, ospite della trasmissione “1927”. Dopo la quarta vittoria consecutiva in campionato, il messaggio è quello di una squadra che vuole crescere senza perdere concentrazione. Davanti c’è il Foligno, un avversario che Lisi conosce e considera da zone alte: «Secondo me a tutti gli effetti è uno scontro diretto».
Il punto di partenza è il successo per 3-2 di Recanati, costruito risalendo dal doppio svantaggio. Un avvio complicato, nel quale ai gol subiti si sono aggiunte le ammonizioni e la necessità di ritrovare equilibrio. «La reazione che c’è stata da parte della squadra è stata una reazione da squadra forte, da grande squadra, con grande carattere», sottolinea Lisi.
La capacità di restare nella partita è il passaggio che il centrocampista mette in evidenza. L’Aquila ha continuato a creare occasioni, trovando prima la rimonta e poi il colpo decisivo. Anche quando gli spazi si sono ridotti e la spinta ha conosciuto una pausa, la fiducia è rimasta: «Ci abbiamo creduto fino alla fine».
Il risultato, però, non cancella gli aspetti da correggere. Alla ripresa degli allenamenti, racconta Lisi, con Andreucci sono stati analizzati gli errori iniziali e quelli commessi durante la gara. Accanto all’analisi tecnica resta il valore della risposta: non perdere la testa, continuare a giocare e affrontare le difficoltà senza disunirsi.
È una disponibilità che Lisi riconosce come una delle caratteristiche del gruppo. Esperienza, giovani e giocatori nel pieno della maturità si incontrano in una squadra alla quale l’allenatore chiede corsa e sacrificio. Fare un movimento in più per il compagno, spingere fino alla fine, recuperare un pallone: dettagli che possono diventare decisivi. «È quel centimetro in più che magari ti fa vincere la partita».
Dentro questa idea di calcio il centrocampista ritrova anche le proprie qualità. Nato come mezzala e impiegato nel tempo in più posizioni, nelle ultime stagioni ha giocato soprattutto davanti alla difesa. Si descrive come un calciatore dinamico, di corsa e di sacrificio, capace di mettere queste caratteristiche al servizio della squadra.
La concorrenza a centrocampo viene vissuta con serenità. In una rosa forte, osserva, è naturale trovare tanti giocatori importanti. Il suo compito è farsi trovare pronto quando viene chiamato, dall’inizio o a gara in corso. Sapere che chi entra può dare un contributo all’altezza diventa una sicurezza: «Puoi stare tranquillo e fidarti di ogni compagno».
Parole che accompagnano il giudizio su Andreucci. Lisi ne apprezza soprattutto la capacità di gestire le persone: «La qualità più grande è proprio l’aspetto umano». Il tecnico, spiega, sa trovare le parole giuste nei diversi momenti, trasmettere tranquillità quando serve e richiamare l’attenzione quando avverte un calo.
Ora l’attenzione si sposta sul Foligno. Lisi lo presenta come una squadra forte, costruita per stare nella parte alta della classifica, e richiama il peso della sua organizzazione difensiva. «La solidità difensiva è un aspetto molto importante». Una qualità che può consentire di portare a casa punti anche nelle giornate in cui si segna poco.
«Sarà una partita complicata come un po’ tutte, però a maggior ragione per il valore dell’avversario», avverte. L’Aquila potrà contare sul fattore campo: «Noi in casa, con il nostro pubblico, cercheremo di fare il massimo».
Il campionato, nella lettura di Lisi, richiede attenzione su ogni terreno. Le sorprese nei risultati dimostrano quanto sia difficile dare per acquisito un successo. Anche per i rossoblù arriveranno altri momenti complicati, dentro una partita o nell’arco della stagione. «Puoi perdere e vincere con chiunque». Per questo gli obiettivi vanno costruiti attraverso le prestazioni, una domenica alla volta.
Nel frattempo cresce anche il rapporto personale con L’Aquila. Partito da Bari a quattordici anni per il settore giovanile dell’Hellas Verona, Lisi ricorda quell’esperienza come una tappa importante della propria formazione: lontano da casa ha imparato ad assumersi responsabilità, ha studiato e ha costruito una parte della propria vita.
L’arrivo in Abruzzo gli ha riservato una sorpresa positiva. «Ho avuto veramente un bell’impatto con la città appena arrivato», racconta. Ha scelto di abitare in centro, per viverla più da vicino, e ne apprezza l’ambiente e il movimento.
Lo stesso coinvolgimento si ritrova nello spogliatoio. «Il rapporto che si crea fuori dal campo te lo riporti dentro», osserva. È qui che Lisi individua una delle basi di questo avvio rossoblù: «Penso che siamo un gruppo di ragazzi tutti umili, tutti al servizio dell’Aquila». Un’intesa che, finora, la squadra è riuscita a portare anche sul terreno di gioco.
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