Il 18 luglio a Porto Rotondo, nel comune di Olbia, in Sardegna, verrà presentata l’opera “il Gabbiano Matt”, dell’artista aquilana Emanuela Giacco, scelta dal Consorzio di Porto Rotondo per “celebrare lo spirito di sogno, di libertà e di coraggio che ha contraddistinto la fondazione del borgo e continua a permearlo ancora oggi in ogni singolo scorcio”.
L’opera sarà installata più precisamente in uno dei due moli di ingresso al porto, come a voler accogliere nel suo abbraccio tutte le imbarcazioni. Una scultura tessile in cime nautiche di recupero che evoca il forte simbolismo del gabbiano.
“Simbolo di libertà e di spensieratezza – scrive l’arista nella descrizione -. Il suo volteggiare leggero richiama immagini di spazi immensi […]. Il Gabbiano sprona a porsi delle domande, si innalza verso la luce del sole e osserva il suo territorio da una prospettiva più ampia e completa. Invita dunque all’elevazione spirituale per giungere ad una condizione più alta dell’Essere. È il simbolo del coraggio, uno status intrinseco che per essere raggiunto fa appello alla forza interiore, alla determinazione e all’amor proprio”.
Giacco è solita lavorare proprio con le cime. Tra le sue ultime opere, realizzate sempre con il medesimo stile, si possono ricordare “tuffo” installata a Punta Penna (Vasto) e quella nella sede del municipio aquilano “In un battito d’ali”.
“La cima risponde alla legge della spirale logaritmica, una struttura onnipresente in natura dal DNA alle galassie” si legge sempre nella presentazione dell’opera. “La cima racconta delle sovrastrutture e degli intrecci dell’inconscio umano mai sciolti; la cima come simbolo dei legàmi che sono parte dell’esistenza di ogni persona. Legàmi come i vincoli individuali, ma anche come l’insieme delle sovrastrutture che portano le scelte dell’individuo ad essere continuamente ed inevitabilmente condizionate dal luogo, dal periodo storico, dalla cultura e dalla religione. Averne coscienza o meno – conclude l’artista – determina il loro valore all’interno dell’esperienza di ognuno”.
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