Tormentone 2026: Serena Brancale canta chi è costretto a partire

Tormentone 2026: Serena Brancale canta chi è costretto a partire
26 Lug 2026

Tra luci e spopolamento: l’Abruzzo e il Sud nello specchio della musica

Red

La penultima, o forse ultima, estate del governo Meloni è segnata da un inno che risuona nelle piazze affollate e sulle spiagge assolate, una melodia che racconta il ritorno al proprio paese. La canzone “Al mio paese” di Serena Brancale, Levante e Delia, con il suo ritornello “quando torno al mio paese” che celebra le luci sempre accese e le madonne nelle chiese, coglie perfettamente lo spirito nostalgico di queste settimane. Tuttavia, dietro il ritmo coinvolgente del tormentone estivo, si nasconde una realtà sociale che non possiamo ignorare e che tocca da vicino il nostro territorio.

Nel nostro Abruzzo, e in particolare nelle aree interne dell’aquilano, il ritorno estivo di chi è dovuto emigrare per lavoro o studio rappresenta una parentesi di vitalità in un contesto di progressivo svuotamento. I dati demografici delineano un quadro inequivocabile: la nostra regione continua a perdere residenti, scivolando pericolosamente sotto quota un milione e trecentomila, mentre l’intero Sud Italia ha ceduto oltre centomila abitanti al Centro-Nord in un solo biennio. La narrazione romantica del ritorno festoso stride con la dura necessità di abbandonare le proprie radici per cercare opportunità altrove, un’emigrazione giovanile inarrestabile che impoverisce il nostro tessuto sociale ed economico.

Mentre i turisti e i cervelli in fuga riempiono temporaneamente le nostre strade, le istituzioni sono chiamate a una riflessione profonda per il futuro dell’intera regione. Lo spopolamento delle aree interne non può essere relegato a mero sfondo pittoresco per le hit musicali, ma richiede interventi strutturali urgenti sul piano dell’occupazione e dei servizi. La perdita di decine di migliaia di giovani qualificati ogni anno sta trasformando i nostri comuni in culle vuote, con culmini di denatalità che minacciano il domani della nostra comunità; il ritornello del ritorno diventa così un grido d’allarme mascherato da festa, dove la celebrazione estiva sottolinea, per contrasto, l’assenza invernale.

La redazione di Abruzzosera continuerà a monitorare queste dinamiche, sollecitando risposte concrete dalla politica, affinché l’Abruzzo non sia solo una splendida cartolina estiva, ma un luogo dove si possa scegliere di restare.


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