Celestino V, il papa eremita, è una figura avvolta nel mistero e nella leggenda. Nato Pietro Angelerio, la sua vita iniziò umilmente in Molise nel 1215. Sin da giovane, Pietro sentì una profonda chiamata alla spiritualità, tanto che abbandonò il mondo per ritirarsi come eremita sul Monte Morrone. La sua santità e dedizione attirarono discepoli, portando alla fondazione dell’Ordine dei Celestini, un ramo dei benedettini caratterizzato da una vita austera e contemplativa.
Nel 1294, dopo oltre due anni di sede vacante, i cardinali, spinti dalle pressioni politiche e dalla fama di santità di Pietro, lo elessero papa. Era una scelta insolita, dettata più dalla disperazione e dalle macchinazioni dei potenti che da una vera convinzione nella sua capacità di guidare la Chiesa. Pietro, diventato Celestino V, era un uomo semplice, lontano dalle intricate dinamiche del potere ecclesiastico e politico. La sua elezione avvenne in modo drammatico e spettacolare: un corteo di cardinali e nobili si arrampicò fino alla sua remota dimora per portarlo a Roma.
Il suo breve pontificato fu segnato da una profonda crisi interiore. Celestino V si trovò a dover gestire un’istituzione complessa e corrotta, ben lontana dagli ideali di povertà e semplicità che aveva sempre perseguito. Sopraffatto dai compiti e dalle pressioni del suo ufficio, dopo solo cinque mesi prese una decisione senza precedenti: abdicò. Questo “gran rifiuto”, come lo definì Dante Alighieri nella Divina Commedia, è uno degli eventi più enigmatici della storia papale.
Le motivazioni dietro l’abdicazione di Celestino V sono ancora oggi oggetto di dibattito. Alcuni storici ritengono che fu spinto da un genuino desiderio di umiltà e ritorno alla vita contemplativa. Altri suggeriscono che fu manipolato da Bonifacio VIII, suo successore, che vedeva in lui un ostacolo al proprio potere. Dopo l’abdicazione, Celestino tentò di tornare alla sua vita eremitica, ma fu imprigionato da Bonifacio VIII nel castello di Fumone, dove morì nel 1296.
La sua figura ha ispirato numerose opere letterarie e artistiche, incarnando l’eterno conflitto tra potere e spiritualità. Canonizzato nel 1313, Celestino V rimane un simbolo di integrità e di lotta contro la corruzione. La sua storia ci ricorda che, anche nei momenti di maggiore potere, l’umiltà e la fedeltà ai propri principi possono prevalere, lasciando un’eredità duratura e affascinante.
La Perdonanza Celestiniana
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
Crescere Insieme, 10 anni di impegno sociale
L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte
Giovanni Fontana, una vita oltre la pagina: all’Aquila il Premio alla carriera “Arte e Umanità” 2026
Crescere Insieme, 10 anni di impegno sociale
Crescere Insieme festeggia dieci anni a L'Aquila. Il fondatore Goffredo Juchich racconta le sfide affrontate, il lavoro con i minori e i progetti futuri.
L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte
Al Palazzo dell’Emiciclo circa 150 fotografie, molte delle quali inedite, ripercorrono la vicenda umana, familiare e politica del presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 31 ottobre.
Giovanni Fontana, una vita oltre la pagina: all’Aquila il Premio alla carriera “Arte e Umanità” 2026
Il 24 ottobre al Palazzetto dei Nobili il riconoscimento nell’ambito del Premio Hombres Itinerante. Poliartista, poeta, performer e teorico della poesia epigenetica, Fontana è tra i protagonisti della ricerca poetica italiana e internazionale dagli anni Sessanta.
