I dialetti abruzzesi conquistano i giovani: all’Aquila la IV edizione del Premio ACLI “Go to School”

I dialetti abruzzesi conquistano i giovani: all’Aquila la IV edizione del Premio ACLI “Go to School”
14 Ott 2026

I dialetti non sono semplici fossili linguistici destinati a scomparire, ma strumenti vivi capaci di rinnovarsi, raccontare la contemporaneità e unire le generazioni attraverso la creatività dei più giovani. È questo il forte messaggio risuonato nella Sala Ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo, trasformata in un vivace laboratorio di cultura, memoria e partecipazione in occasione della quarta edizione del Premio ACLI “Go to School – Jémo a la scola”.

L’iniziativa, promossa dalle ACLI Abruzzo APS e patrocinata dal Consiglio e dalla Giunta regionale, si inserisce nel prestigioso contesto delle celebrazioni per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. L’evento ha chiamato gli studenti abruzzesi a confrontarsi su un tema centrale per le radici della regione: «Che cosa sono i dialetti e che cosa parlano gli abruzzesi di oggi».

Ad aprire i lavori è stato il presidente delle ACLI Abruzzo, Giuseppe Placidi, che ha ricordato il senso di un progetto nato per guidare gli studenti alla riscoperta del patrimonio linguistico locale. Il valore istituzionale e sociale dell’evento è stato evidenziato dai saluti del vicepresidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, e dell’assessore comunale Manuela Tursini, in rappresentanza del sindaco Pierluigi Biondi.

Uno dei momenti più alti della mattinata è coinciso con la lezione magistrale del professor Francesco Avolio, docente dell’Università dell’Aquila e presidente della giuria. La sua riflessione sull’evoluzione delle parlate abruzzesi e sul loro ruolo nella società moderna ha conquistato la platea, confermando quanto l’analisi delle radici verbali sappia ancora suscitare interesse e passione scientifica.

La cerimonia ha vissuto un passaggio di profonda intensità con l’assegnazione del “Premio speciale Luigi e Giorgio Rainaldi”. L’intervento di Ezio Rainaldi ha conferito un ulteriore valore umano alla manifestazione, intrecciando il recupero della memoria linguistica con l’importanza dei legami familiari e dell’impegno sociale.

La vera energia della giornata è arrivata però dagli studenti. Oltre a ritirare i riconoscimenti, i ragazzi si sono esibiti dal vivo, portando sul palco performance che hanno trasformato il dialetto in musica, teatro e comunicazione diretta. I premi della quarta edizione sono stati assegnati al Convitto Nazionale “Domenico Cotugno” – Liceo Musicale dell’Aquila, all’Istituto Comprensivo “Capograssi” (con la Primaria “Mons. Celidonio” e la Secondaria “Parente” di Scanno), al Liceo Scientifico “A. Einstein” di Teramo e all’Istituto Comprensivo “Cesira Fiori” con la Scuola Primaria di Rocca di Mezzo

A ritmare i vari momenti dell’incontro, condotto con brillante dinamismo da Sigilfredo Riga, è stato il lavoro di una giuria composta da accademici ed esperti del territorio come Luciano Bologna, Fulgo Graziosi, Vincenzo Guglielmi, Sergio Petronio e dallo stesso Riga.

Le conclusioni della manifestazione sono state tracciate dal vicepresidente nazionale delle ACLI, Pierangelo Milesi, che ha ribadito la centralità della scuola nella missione educativa dell’associazione. L’evento si è chiuso con il lancio del nuovo bando per l’anno scolastico 2026-2027, a dimostrazione che la tutela delle parlate locali non è un esercizio di nostalgia, ma la consegna di un testimone culturale da affidare alle mani e alle voci delle nuove generazioni.


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