di Melania Aio
Scendere sotto 1.400 metri di roccia per osservare da vicino alcuni degli esperimenti più avanzati al mondo sulla fisica fondamentale, confrontarsi con chi ogni giorno studia neutrini, raggi cosmici e materia oscura e trasformare la scienza in un racconto capace di coinvolgere il pubblico. È l’esperienza vissuta dai cento studenti e studentesse che hanno preso parte alla seconda edizione dell’INFN STEAM Summer Camp, conclusasi ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso.
Per tre giornate intense di attività, i giovani selezionati da tutta Italia, insieme a venti docenti accompagnatori, hanno alternato lezioni, laboratori e momenti di confronto con ricercatrici e ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, entrando in contatto con alcuni dei temi oggi al centro della ricerca internazionale. La selezione dei partecipanti è avvenuta sia attraverso un bando nazionale sia tra gli studenti già coinvolti nei progetti educativi dell’INFN, con l’obiettivo di valorizzare interesse e attitudine verso le discipline scientifiche.
Il cuore dell’esperienza è stato naturalmente rappresentato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, la più grande infrastruttura di ricerca sotterranea al mondo dedicata alla fisica astroparticellare. Protetti da circa 1.400 metri di roccia del massiccio del Gran Sasso, i laboratori offrono condizioni uniche per studiare fenomeni estremamente rari, schermando gli strumenti dalla radiazione cosmica che raggiunge la superficie terrestre. Qui operano collaborazioni scientifiche internazionali impegnate nello studio dei neutrini, della materia oscura e di altri grandi interrogativi della fisica contemporanea.
Accanto agli approfondimenti scientifici, il programma ha dedicato ampio spazio anche alla comunicazione della ricerca. Attraverso attività di storytelling, giochi scientifici e strumenti digitali, i partecipanti hanno sperimentato linguaggi diversi per raccontare la scienza, mettendosi alla prova nella progettazione di contenuti divulgativi rivolti a pubblici differenti.
Tra i momenti più significativi dell’edizione 2026 anche lo spettacolo serale “Il cosmo oltre l’immaginazione”, inserito nel calendario delle iniziative per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, che ha portato la ricerca fuori dai laboratori attraverso un dialogo tra scienza, musica e narrazione.
Più che un semplice campus estivo, l’INFN STEAM Summer Camp si conferma un’occasione di orientamento e di incontro tra scuola e ricerca. Un format che punta non solo a trasmettere conoscenze scientifiche, ma anche a mostrare ai più giovani come nasce il lavoro nei grandi laboratori internazionali e quale impatto abbia la ricerca di base sul progresso scientifico e tecnologico. Promosso dal Comitato di Coordinamento della Terza Missione dell’INFN, il progetto rientra, inoltre, nelle attività di public engagement con cui l’Istituto favorisce il dialogo tra comunità scientifica e società, investendo sulla formazione delle nuove generazioni.
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