di Alessandra Prospero
Torna la musica di Maurizio Quattrocchi.
Avezzanese, classe 1967, è nato il 22/11 e secondo la numerologia il numero 11 è legato all’intuizione e alla spiritualità, mentre il 22, spesso chiamato il “maestro costruttore”, rappresenta la capacità di trasformare sogni e idee in realtà.
E proprio a 11 anni inizia a suonare da autodidatta fino alla svolta metal dei suoi 18 anni. Periodo incredibile fatto di band e di un pubblico che, come mi dice Quattrocchi, “all’epoca era affezionato e sensibile all’heavy metal, quindi ci seguiva sempre”.



“Cuore liquido come brano tratta di quelle ferite che non si chiudono mai e te le porti addosso tutta la vita come un vestito, fatto di dolore e solitudine. Sono le ferite con cui tutti noi dobbiamo in qualche modo fare i conti o convivere.
Mi piacerebbe che le persone di ritrovassero nelle mie canzoni, soprattutto nei miei testi. Vorrei riuscire a trasmettere agli altri le mie emozioni.”

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