di M.A.
Il 19 marzo, il Palazzo dello Sport di Roma ha accolto un Brunori Sas in splendida forma: ironico e autoironico, capace di trasformare un concerto in un’esperienza intima e collettiva allo stesso tempo. La serata, sold out da settimane, ha visto il pubblico romano lasciarsi trasportare in un viaggio musicale che ha abbracciato tutta la carriera del cantautore, dai brani degli esordi fino alle ultime pubblicazioni.
Il nome d’arte Brunori Sas non è casuale, ma racchiude un significato profondo. Dario Brunori ha scelto di legarlo alla vecchia impresa di famiglia, la “Brunori S.a.s”, fondata dal padre. Crescendo in un contesto imprenditoriale, si è trovato di fronte a un bivio: seguire le orme paterne o dedicarsi alla musica? Con ironia e affetto, ha deciso di portare avanti il nome di famiglia, ma a modo suo, trasformando quel marchio aziendale in un simbolo della sua identità artistica. Un modo per onorare le proprie radici senza rinunciare ai suoi sogni.

Brunori Sas
Le origini di Brunori Sas: dai primi passi alla consacrazione
Il cantautore ha iniziato il suo percorso musicale nel 2003 con il collettivo virtuale italo-svizzero Minuta, firmando tre brani in altrettante compilation tematiche. Nel 2005 ha fondato, insieme a Matteo Zanobini e Francesca Storai, la band dream-pop Blume, pubblicando l’album “In tedesco vuol dire fiore”, che ha ricevuto un buon riscontro dalla critica.
Il vero esordio come cantautore solista è avvenuto nel 2009 con l’album “Vol. 1”, una raccolta di brani che raccontano storie di vita quotidiana con semplicità e profondità. Questo lavoro gli è valso il Premio Ciampi come miglior disco d’esordio e la Targa Tenco l’anno successivo.
Brunori Sas ha saputo costruire nel tempo un legame forte con il suo pubblico, grazie a testi sinceri e a una capacità narrativa fuori dal comune. Durante la serata del 19 marzo, ha alternato musica e parole, raccontando aneddoti che hanno reso ogni canzone ancora più intensa. Tra questi, l’ormai celebre polpettone di zia Giulia, introdotto prima di Pomeriggi catastrofici, ha strappato applausi e risate. Più toccante, invece, il ricordo del padre che ha preceduto Come stai?, un brano che ha risuonato con particolare forza tra il pubblico.
“Che cosa vuoi che dica?Di cosa vuoi che parli?
Il repertorio scelto per la serata ha spaziato attraverso i diversi capitoli della sua carriera, partendo dai primi pezzi che lo hanno reso un nome di culto nella scena indipendente italiana, fino ai successi più recenti. Il pubblico ha saputo apprezzare brani sconosciuti ai molti, come Italian Dandy e Guardia ‘82, che hanno riportato indietro nel tempo chi segue Brunori fin dai primi anni. Non sono mancate hit come La verità e Al di là dell’amore, cantate a squarciagola da tutti i presenti.
Oltre alla musica, la serata ha regalato anche un colpo di scena emozionante: una proposta di matrimonio in pieno concerto. Tra un brano e l’altro, e più precisamente prima di “Per due che come noi”, Martina ha detto il suo “sì” a Pietro, sorprendendo tutti e strappando un fragoroso applauso del pubblico, vero protagonista della serata. Brunori Sas ha dimostrato ancora una volta di essere un artista capace di connettersi con le persone, rendendo ogni suo concerto un’esperienza che va oltre la musica. Uscendo dal palazzetto, tra volti sorridenti e voci ancora intente a canticchiare, la sensazione era chiara: quella di aver assistito a un grande spettacolo.
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