Sanità in Abruzzo, allarme 118: “Al collasso 12 postazioni su 20 nella Asl Avezzano Sulmona L’Aquila”

Sanità in Abruzzo, allarme 118: “Al collasso 12 postazioni su 20 nella Asl Avezzano Sulmona L’Aquila”
01 Ago 2026

Emergenza 118 all’Aquila: la denuncia del Tribunale per i diritti del malato

Una “situazione drammatica” che rischia di portare un servizio salvavita sull’orlo del collasso. È questo il severo verdetto che pende sul servizio 118 della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila. Stando agli ultimi dati emersi, su 20 postazioni complessive dislocate nell’intera provincia, ben 12 versano oggi in condizioni di grave criticità, risultando private di medici, di infermieri o subendo un forte ridimensionamento degli orari di operatività.

A sollevare la questione è il Tribunale per i diritti del malato dell’Aquila, rete promossa da Cittadinanzattiva, che ha presentato questo scenario durante l’ultima seduta della commissione di Vigilanza del Consiglio Regionale dell’Abruzzo. I rappresentanti dell’associazione non hanno esitato a definire il quadro attuale come “allarmante e intollerabile”.

La mappa tracciata in commissione evidenzia una rete frammentata: postazioni rimaste senza presidio medico, altre operative solo 12 ore anziché 24, e alcune affidate esclusivamente al prezioso ma non sufficiente lavoro dei volontari.

A peggiorare un quadro già complesso interviene la questione dei soccorsi aerei. L’elisoccorso risulta infatti attivo esclusivamente nelle ore diurne, lasciando l’intero territorio della provincia dell’Aquila privo di copertura aerea durante la notte. Un limite che, in un’area orograficamente complessa e montana come la nostra, si traduce in un diretto ed estremo rischio per la vita dei cittadini in caso di emergenze tempo-dipendenti.

Secondo il Tribunale per i diritti del malato, le radici di questa paralisi non risiedono solo nella carenza di vocazioni mediche, ma anche in specifiche scelte amministrative. Il recente bando di gara indetto dalla Asl 1 per la copertura delle postazioni è stato giudicato “del tutto incongruo” rispetto alle reali necessità del territorio.

Sotto accusa anche un regolamento interno approvato dall’Azienda Sanitaria lo scorso 28 maggio: il documento vieta agli operatori sanitari dipendenti di prestare attività presso le organizzazioni in convenzione. Una decisione che le associazioni definiscono un “corto circuito burocratico”, capace di bloccare le già esigue risorse disponibili sul campo.

Nel corso dell’audizione, la Asl Avezzano Sulmona L’Aquila ha giustificato le criticità adducendo il problema alla ben nota carenza nazionale di personale medico. Una motivazione che tuttavia non placa le preoccupazioni delle associazioni civiche.

Il Tribunale ritiene infatti “inaccettabile la rassegnazione di fronte a un servizio essenziale e salvavita come il 118” e ribadisce come spetti all’Azienda Sanitaria l’obbligo di garantire il personale necessario, così come previsto dalle normative della Regione Abruzzo. Per superare l’impasse, Cittadinanzattiva lancia un appello perentorio, chiedendo un “intervento urgente e indifferibile” da parte della direzione sanitaria e dei vertici regionali, per ripristinare il diritto alla salute e alla sicurezza dei cittadini aquilani.


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