L’autopsia eseguita sul corpo di Massimo Ciarelli, il 43enne di Pescara morto il 1° luglio dopo un inseguimento iniziato a Montesilvano e conclusosi a Silvi con lo scontro tra lo scooter su cui viaggiava e una Jeep Renegade dei carabinieri, ha stabilito che il decesso è stato causato dai gravissimi traumi riportati nell’impatto.
Secondo quanto emerso dall’esame autoptico, il violento schianto avrebbe provocato la frattura della colonna vertebrale e lesioni sistemiche risultate incompatibili con la sopravvivenza.
L’accertamento, durato circa tre ore e mezza, è stato eseguito all’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo dal medico legale Donatella Fedeli, su incarico della pubblico ministero Elisabetta Labanti, che coordina l’inchiesta per omicidio stradale, al momento senza persone iscritte nel registro degli indagati. All’esame hanno assistito anche i consulenti nominati dai familiari della vittima.
Nel corso dell’autopsia sono stati inoltre effettuati i consueti prelievi destinati agli esami di laboratorio. Al termine delle operazioni, la Procura ha rilasciato il nulla osta alla sepoltura, consentendo la restituzione della salma alla famiglia.
L’esame autoptico costituisce uno dei principali atti irripetibili disposti nell’ambito delle indagini. Nei prossimi giorni saranno conferiti nuovi incarichi tecnici, a partire dalla consulenza cinematica, che dovrà ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente. Per farlo gli esperti potranno avvalersi anche delle immagini registrate dalla dash cam installata sulla vettura di servizio dei carabinieri coinvolta nello scontro.
I funerali di Massimo Ciarelli saranno celebrati oggi alle ore 16 nella chiesa della Madonna del Fuoco, a Pescara, nel quartiere in cui risiede la madre del 43enne.
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