La Megastruttura che divide: 48,5 milioni per il grattacielo regionale a Pescara

La Megastruttura che divide: 48,5 milioni per il grattacielo regionale a Pescara
26 Set 2025

Un palazzo mastodontico di circa 50 metri d’altezza e 16.700 metri quadrati, destinato a diventare la nuova sede unica della Regione Abruzzo nell’area di risulta di Pescara, tra la stazione e corso Umberto. Un’opera ambiziosa, definita dalla Giunta Marsilio un “simbolo” della città che aspira a essere la metropoli d’Abruzzo. Ma dietro il lustro promesso si cela un conto salato: almeno 48,5 milioni di euro. Una cifra che accende il dibattito sull’opportunità di un tale investimento.

Dei quasi 48,5 milioni di euro previsti, ben 31 milioni arriveranno direttamente dalle casse regionali, ovvero dalle tasche degli abruzzesi, per la sola costruzione dell’edificio. Altri 17,4 milioni saranno inghiottiti da spese accessorie cruciali: progettazione, consulenze, direzione lavori, prove e collaudo. Un esborso significativo che ha già sollevato le critiche delle opposizioni (come PD e M5S), che parlano apertamente di “spreco di soldi”.

La maggioranza, dal canto suo, giustifica l’investimento come un’operazione di efficientamento che, nel tempo, dovrebbe ripagarsi attraverso il risparmio sui canoni d’affitto delle attuali sedi regionali dislocate. Tuttavia, alcune voci (come riportato in verbali di Commissione) suggeriscono che la sede potrebbe subire tagli di metratura e non riuscirebbe a ospitare tutti gli uffici, trasformandosi in un open space destinato perlopiù a riunioni, con il rischio di dover mantenere comunque gli attuali affitti. Se questa previsione si avverasse, l’obiettivo di efficientamento e risparmio verrebbe meno, lasciando gli abruzzesi con un onere finanziario ingente e solo una parziale soluzione logistica.

L’utilità di una sede unica è innegabile in termini teorici: centralizzazione dei servizi, maggiore coordinamento, riduzione dei costi di gestione (se davvero gli affitti verranno azzerati). Posizionarla in un punto nevralgico come l’area di risulta a Pescara, ben servita da mezzi di trasporto, potrebbe anche facilitare l’accesso ai cittadini.

Tuttavia, in un momento storico in cui la Sanità abruzzese mostra un disavanzo significativo (pur in calo) e le priorità infrastrutturali (come la bonifica dell’area di risulta stessa, spesso collegata ad altri progetti come il parco e i parcheggi multipiano) sono all’ordine del giorno, è lecito domandarsi: è questa la priorità assoluta per l’Abruzzo? I 48,5 milioni non potrebbero essere indirizzati verso settori più urgenti, come il potenziamento dei servizi nelle aree interne o l’accelerazione della ricostruzione post-sisma?

L’opera è promossa come un “simbolo”, un gesto di rilancio e modernità per Pescara e l’intera Regione. Ma un simbolo che costa così tanto, finanziato in parte con un maxi mutuo e con il rischio di non adempiere pienamente alla sua funzione di “sede unica”, può essere davvero percepito come un investimento saggio e non come una mera operazione di prestigio a discapito della città Capoluogo di Regione L’Aquila?

l’attuale Palazzo della Regione all’Aquila

La Giunta Marsilio è pronta a lanciare un concorso di idee per la progettazione. Questo è il momento per la comunità abruzzese di esprimersi.

Cari abruzzesi, l’investimento di quasi 50 milioni di euro per la nuova sede regionale è un passo necessario verso l’efficienza e un simbolo meritato per Pescara, o rappresenta uno sperpero di fondi pubblici che potrebbero essere impiegati in modo più urgente per affrontare le reali criticità del territorio?


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