Filippo Turetta rivela al Pm gli atroci dettagli del femminicidio di Giulia Cecchettin

Filippo Turetta rivela al Pm gli atroci dettagli del femminicidio di Giulia Cecchettin
22 Giu 2024

Filippo Turetta, l’autore del terribile femminicidio di Giulia Cecchettin, racconta gli agghiaccianti dettagli al pm di Venezia Andrea Petroni, nell’interrogatorio dello scorso 1 dicembre, rivelato nella puntata di ‘Quarto Grado’ andata in onda venerdì 21 giugno.

“Abbiamo iniziato a discutere. Mi ha detto che ero troppo dipendente, troppo appiccicoso con lei. Voleva andare avanti, stava creando nuove relazioni, si stava sentendo con un altro ragazzo. È scesa dalla macchina gridando ‘Sei matto,  lasciami in pace’. Ero molto arrabbiato. Prima di uscire anche io ho preso un coltello dalla parte posteriore del sedile del guidatore” le confessioni del ragazzo, ora detenuto nel carcere di Verona.

“L’ho rincorsa, l’ho afferrata per un braccio tenendo il coltello nella destra. Lei urlava: ‘Aiuto’ ed è caduta – prosegue Turetta -. Mi sono abbassato su di lei, le ho dato un colpo sul braccio. Mi pare di ricordare che il coltello si sia rotto subito dopo. L’ho presa per le spalle mentre era per terra. Lei resisteva, ha sbattuto la testa. L’ho caricata sul sedile posteriore”.

Le fasi concitate di quando l’ex studente di ingegneria le mette dello scotch sulla bocca, il tentativo di Giulia Cecchettin di scappare. Turetta la insegue, la raggiunge. “Le ho dato una decina, dodici, tredici colpi con il coltello – afferma – Volevo colpirla al collo, alle spalle, sulla testa, sulla faccia e poi sulle braccia”

L’ex fidanzato della vittima, quindi, racconta di averla caricata sui sedili posteriori e di essere poi partito in macchina per la fuga durata sette giorni. “Avevo i vestiti abbastanza sporchi del suo sangue”, ammette l’imputato che dopo essersi disfatto del corpo dell’ex fidanzata, abbandonato vicino al lago di Barcis, si arrenderà solo dopo essere arrivato in Germania, a circa mille chilometri di distanza.

Turetta, confessa lui stesso dal carcere, dopo l’omicidio dell’ex fidanzata prova a togliersi la vita. “Ho imboccato la strada per Barcis. Mi sono fermato in un punto in cui non c’erano case e sono rimasto un po’ lì. Ho provato anche con un sacchetto a soffocarmi, però anche dopo averlo legato con lo scotch non sono riuscito e l’ho strappato all’ultimo”. È in questo momento del racconto che Turetta decide di occultare il cadavere di Giulia: “Ho preso lei e sono andato a nasconderla“. Quindi inizia la fuga: “Avevo un pacchetto di patatine in macchina e una scatolina con qualche biscotto. Non ho mai comprato nulla da mangiare. I soldi che avevo li ho spesi per i rifornimenti di benzina. Volevo togliermi la vita con un coltello che avevo comprato, ma non ci sono riuscito. Pensavo che se avessi fumato e bevuto sambuca sarebbe stato più facile suicidarmi, ma invece ho vomitato in macchina“, ammette il ventiduenne. Solo una volta riacceso il telefono Turetta decide di consegnarsi. “Cercavo notizie che mi facessero stare abbastanza male da avere il coraggio per suicidarmi, ma ho letto che i miei genitori speravano di trovarmi ancora vivo e ciò ha avuto l’effetto opposto. Mi sono rassegnato a non suicidarmi più e ad essere arrestato”.


Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.

In primo piano

Crescere Insieme, 10 anni di impegno sociale

Crescere Insieme festeggia dieci anni a L'Aquila. Il fondatore Goffredo Juchich racconta le sfide affrontate, il lavoro con i minori e i progetti futuri.

09 Ott 2026
L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte

Al Palazzo dell’Emiciclo circa 150 fotografie, molte delle quali inedite, ripercorrono la vicenda umana, familiare e politica del presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 31 ottobre.

di Alessandra Prospero 08 Ott 2026
Giovanni Fontana, una vita oltre la pagina: all’Aquila il Premio alla carriera “Arte e Umanità” 2026

Il 24 ottobre al Palazzetto dei Nobili il riconoscimento nell’ambito del Premio Hombres Itinerante. Poliartista, poeta, performer e teorico della poesia epigenetica, Fontana è tra i protagonisti della ricerca poetica italiana e internazionale dagli anni Sessanta.

di Alessandra Prospero 08 Ott 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *