CRESA Abruzzo, report 2024: “Prospettive di crescita non rosee”

CRESA Abruzzo, report 2024: “Prospettive di crescita non rosee”
26 Nov 2024

“Il CRESA – Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia -, nell’ambito della propria più che cinquantennale attività di analisi della realtà regionale, pubblica “Economia e Società”, pilastro della sua produzione, giunto, nella versione attuale, alla XV edizione”, fa sapere il centro studi CRESA in una nota.

“La regione mostra una buona capacità di sviluppo del mercato del lavoro e dell’export pur persistendo profili di debolezza nell’ambito dell’economia e del sistema delle imprese”, prosegue CRESA. “CNel 2023 Il Pil riporta un aumento dello 0,9% in linea con l’Italia e lievemente superiore al Meridione (+0,7%) (ITER Banca d’Italia). Non rosee le prospettive per il 2024 e il 2025: la Svimez stima, infatti, una crescita inferiore alla media del Sud con valori superiori solo a Molise, Calabria e Basilicata”.

“Al contrario, buone e migliori di quelle italiane le tendenze del mercato del lavoro. Le fila delle forze di lavoro si ingrossano di 13 mila unità (6 mila uomini e 8 mila donne) e aumenta l’occupazione (+19 mila unità), esclusivamente quella dipendente (+22 mila), a carattere indeterminato (+31 mila) e a tempo pieno (+22 mila), e in misura maggiore quella delle donne (+16 mila) e delle persone con titolo di studio secondario (+22 mila) e terziario (+8 mila). Grazie alla flessione della componente femminile (-9 mila persone) diminuisce il numero di disoccupati (-6 mila), con cali intorno alle 2 mila unità degli ex-occupati e degli ex-inattivi e di 3 mila unità dei disoccupati senza esperienza”.

“I tassi di attività (66,9), di occupazione (61,3) e di disoccupazione (8,3) sono migliori di quelli meridionali e i primi due allineati ai nazionali con il pieno recupero dei livelli 2019. In Abruzzo l’intensità di tale ripresa è stata lievemente inferiore rispetto al Mezzogiorno e maggiore della media nazionale. Critica la situazione del sistema delle imprese: in Abruzzo alla fine del 2023 operavano 145.365 imprese registrate, 123.773 delle quali attive. La variazione su base annua è per entrambe di poco superiore al -2% pari al doppio della flessione media nazionale. Nell’ambito delle attive sono in aumento i soli servizi immobiliari (+4%) e professionali (+3%); le attività assicurative e finanziarie, di supporto alle imprese e di informazione e comunicazione mostrano una buona capacità di tenuta mentre si confermano in flessione gli altri settori con cali decisi delle agricole (-5%), delle commerciali (-4%), delle manifatturiere e di trasporto e magazzinaggio (-3%) nonché edili (-2%)”.

“L’export si attesta nel 2023 al di sopra dei 10 miliardi di euro con un incremento su base annua a due cifre (+14%) a fronte di una stazionarietà nazionale. La maggior quota di export regionale è costituita dalla metalmeccanica ed elettronica che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, assorbe ancora quasi la metà dell’export regionale (49%, era il 70% nel 2019). Nel 2023 questo comparto mostra una variazione su base annua del +16,4% doppia rispetto alla media nazionale, attribuibile soprattutto alla forte espansione delle vendite di mezzi di trasporto (+22%; Italia: +11%) che da soli rappresentano il 36% delle vendite estere abruzzesi. Il comparto chimico-farmaceutico – che rappresenta il 24% del totale regionale – ha registrato un incremento del 16% a fronte di una dinamica media nazionale negativa (-3%). Anche il comparto del Made in Italy (agroalimentare e moda) ha fatto registrare una dinamica piuttosto positiva nel suo complesso e ben superiore a quella nazionale (+11% contro +3%) accrescendo sensibilmente la sua quota sull’export regionale. A questo risultato hanno contribuito, in particolare, sia il settore agroalimentare (+7%) ma ancor più quello del tessile (+20%) che, al contrario, è risultato stazionario a livello nazionale”.

“Economia e Società si conclude con l’analisi della posizione dell’Abruzzo rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (povertà, fame, salute e benessere, istruzione, parità di genere, acqua e servizi igienico-sanitari, energia, lavoro, imprese, diseguaglianze, città, produzione e consumo responsabili, cambiamento climatico, ambiente subacqueo, vita sulla terra, giustizia e partnership per obiettivi). Tra il 2010 e il 2022 la regione ha mostrato tendenze di segno e intensità nel complesso simili a quelle nazionali e riuscirà a rispettare i termini di Agenda 2030 solo per le aree terrestri protette”, conclude la nota.


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