Auto rubate e cannibalizzate, 18 indagati: dal Chietino alla Polonia il traffico dei ricambi

Auto rubate e cannibalizzate, 18 indagati: dal Chietino alla Polonia il traffico dei ricambi
29 Ott 2026

VASTO (CH) – Un’organizzazione dedita al furto e al riciclaggio di automobili, con ramificazioni anche in Abruzzo e, in particolare, nella provincia di Chieti. È quanto emerge da un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, che vede coinvolte 18 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere, riciclaggio, ricettazione, furto e tentata estorsione.

Secondo l’ipotesi investigativa, i veicoli sottratti ai legittimi proprietari venivano trasferiti nel Foggiano, dove una rete organizzata di depositi e magazzini consentiva di smontarli e recuperare le componenti destinate alla rivendita, anche sui mercati esteri.

Dai furti nel Chietino alle spedizioni all’estero

Tra i territori interessati dall’attività della presunta organizzazione figura anche l’Abruzzo, soprattutto il Chietino, un’area da tempo interessata dal fenomeno dei furti di automobili.

Le vetture, una volta rubate, sarebbero state trasportate nelle campagne e nei magazzini della provincia di Foggia, dove venivano sistematicamente smontate.

Airbag, motori, gruppi sterzo, portiere e altre componenti meccaniche e di carrozzeria rappresentavano la merce destinata al mercato dei ricambi. Una volta recuperati, i pezzi venivano caricati su mezzi pesanti e spediti all’estero, in particolare in Polonia, attraverso documenti di trasporto che, secondo gli investigatori, sarebbero stati fittizi.

Fra i modelli interessati dal presunto traffico figurano autovetture di diversi marchi, tra cui Audi, BMW, Fiat, Ford, Hyundai, Jeep, Peugeot, Citroën, Volkswagen e Skoda.

Un’organizzazione strutturata con base a Cerignola

L’attività investigativa, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura foggiana, avrebbe consentito di ricostruire una struttura organizzativa con base logistica a Cerignola, nella quale i diversi soggetti coinvolti avrebbero ricoperto ruoli specifici.

Le indagini riguardano fatti risalenti al periodo compreso tra il 2024 e il 2025. Complessivamente sono 18 le persone finite sotto inchiesta, con posizioni e responsabilità differenti.

Nove indagati sono accusati di aver preso parte a un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio delle automobili rubate. Tra le contestazioni figurano inoltre 16 episodi di riciclaggio, un furto e un tentativo di estorsione.

Quest’ultimo episodio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato accompagnato anche da gravi minacce, comprese minacce di morte, nell’ambito di contrasti relativi al denaro e alla gestione di alcuni veicoli sottoposti a sequestro.

Misure cautelari, interrogatori il 10 e l’11 novembre

La Procura di Foggia ha richiesto l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati. Il giudice per le indagini preliminari dovrà pronunciarsi dopo gli interrogatori preventivi, programmati per il 10 e l’11 novembre, secondo la procedura prevista dalla normativa vigente.

Le misure richieste comprendono, a seconda delle singole posizioni, la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari e il divieto di dimora.

L’inchiesta riporta l’attenzione su un fenomeno che interessa da anni anche il territorio abruzzese, soprattutto le zone prossime al confine con la Puglia, dove il furto di automobili rappresenta un problema per cittadini e imprese.

Il quadro delineato dagli investigatori evidenzia la possibile esistenza di una filiera articolata, nella quale il furto del veicolo costituisce soltanto la prima fase di un’attività finalizzata alla commercializzazione delle singole componenti.

Resta ora da accertare il ruolo effettivamente svolto da ciascuno degli indagati e l’eventuale portata dei collegamenti tra i furti avvenuti in Abruzzo e la rete di riciclaggio individuata nel Foggiano.

Le accuse si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari e per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.


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