ARCI Caccia diffida la Regione Abruzzo: “Gravissima anomalia nella gestione dell’ATC L’Aquila”

ARCI Caccia diffida la Regione Abruzzo: “Gravissima anomalia nella gestione dell’ATC L’Aquila”
15 Nov 2025

L’ARCI Caccia nazionale interviene con una diffida formale indirizzata alla Regione Abruzzo in merito alla situazione dell’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) L’Aquila, denunciando quella che definisce una “vicenda di inaudita gravità” e chiedendo un immediato intervento degli uffici regionali competenti.

La comunicazione, firmata dal Presidente nazionale dell’associazione venatoria, è stata inviata alla Direzione Generale della Regione Abruzzo, al Dipartimento Agricoltura, alla Direttrice Elena Sico, alla Responsabile dell’Ufficio Caccia Antonella Gabini e all’Assessore regionale Emanuele Imprudente, oltre che per conoscenza ai Capigruppo del Consiglio Regionale.

La denuncia: “ATC ospitato nella sede di Federcaccia”

Secondo quanto riportato da ARCI Caccia, l’ATC L’Aquila – struttura tecnico-amministrativa della Regione, gestita da un comitato rappresentativo del mondo venatorio, agricolo e ambientalista – da mesi avrebbe trasferito la propria sede all’interno di un immobile di proprietà di Federcaccia, una delle associazioni venatorie presenti sul territorio.

Un fatto che, secondo il Presidente nazionale, sta generando “sconcerto nel mondo venatorio e politico regionale”, poiché l’ATC dovrebbe garantire imparzialità e rappresentanza equa tra tutte le associazioni venatorie.

Esternalizzazione dei servizi al personale di Federcaccia

La lettera evidenzia inoltre un altro elemento ritenuto “gravissimo”: l’Ambito Territoriale di Caccia pagherebbe un corrispettivo economico per l’esternalizzazione di alcune funzioni amministrative a personale riconducibile alla stessa Federcaccia.

Una scelta che, secondo ARCI Caccia, rischia di compromettere la neutralità dell’ente e la parità di trattamento tra le varie organizzazioni che compongono il comitato di gestione.

ARCI Caccia chiede chiarimenti immediati

Alla luce delle criticità sollevate, l’associazione venatoria riconosciuta a livello nazionale chiede alla Regione Abruzzo:

  • di verificare quanto accaduto;

  • di accertare eventuali responsabilità;

  • di ripristinare condizioni di piena trasparenza e imparzialità nella gestione dell’ATC L’Aquila;

  • di garantire pari dignità a tutte le associazioni che rappresentano i cacciatori sul territorio.

La lettera si chiude rimarcando la “gravità inaudita” della situazione, che – afferma ARCI Caccia – rischia di minare la credibilità dell’intero sistema di gestione faunistico-venatoria nella provincia dell’Aquila.


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