Allarme violenza di genere in Abruzzo: numeri in costante crescita

Allarme violenza di genere in Abruzzo: numeri in costante crescita
25 Nov 2024

Centri antiviolenza sotto pressione, sempre più donne chiedono aiuto

L’Abruzzo, terra di tradizioni e bellezze naturali, nasconde un’ombra oscura: la violenza di genere. Un’epidemia silenziosa che si insinua nelle case, nelle famiglie, e lascia profonde ferite. I dati sono implacabili: i centri antiviolenza della regione sono sotto assedio, sommersi da un numero crescente di richieste di aiuto.

A Sulmona, il centro “La Libellula” ha registrato un aumento del 16% delle richieste nel 2024 rispetto all’anno precedente. Un dato allarmante che si riflette anche a Castel di Sangro, dove il centro “Donna” ha accolto decine di nuove utenti. Dietro questi numeri ci sono storie di donne, madri, figlie, sorelle, che hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto, ma anche tante altre che vivono nel silenzio e nella paura.

La cooperativa Horizon Service, che gestisce alcuni centri antiviolenza abruzzesi, ha tracciato un profilo dettagliato delle vittime. Non si tratta solo di donne appartenenti a determinate fasce sociali o con un basso livello di istruzione. Anzi, la violenza di genere colpisce trasversalmente, interessando donne di ogni età, provenienza sociale e livello culturale. Molte di loro sono laureate o hanno un diploma, lavorano o sono alla ricerca di un’occupazione. La dipendenza economica, spesso legata alla violenza economica, le rende ancora più vulnerabili.

La violenza psicologica è la forma più diffusa, un’ombra che avvolge le vittime, minando la loro autostima e isolandole. A questa si accompagnano spesso violenze fisiche, sessuali ed economiche. I carnefici, nella maggior parte dei casi, sono partner o ex partner, ma anche familiari come padri o fratelli.

Ma perché le donne subiscono violenza? Le ragioni sono molteplici e complesse, ma alla base c’è sempre una diseguaglianza di potere, una cultura che ancora oggi considera la donna come un oggetto e non come un soggetto.

La situazione descritta è grave e non bisogna abbassare la guardia. È necessario un impegno concreto da parte di tutti: istituzioni, società civile e cittadini. Occorre investire di più nei centri antiviolenza, rafforzare le reti di sostegno alle vittime, promuovere campagne di sensibilizzazione e lavorare per un cambiamento culturale profondo.

Solo così potremo costruire una società più giusta e equa, dove ogni donna possa vivere libera dalla paura e dalla violenza.


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