Un omaggio all’architetto e ingegnere nato a Spoltore, protagonista dell’architettura abruzzese tra Ottocento e Novecento. Il locale al primo piano del palazzetto di piazza d’Albenzio è da oggi la Sala Antonino Liberi, architetto e ingegnere tra le figure più significative dell’architettura abruzzese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
L’intitolazione rappresenta un riconoscimento alla memoria di un professionista il cui nome è profondamente legato al territorio: Liberi nacque proprio nella casa di fronte e, probabilmente da bambino giocò in quella terrazza, guardando la torre dell’orologio che, proprio in questi giorni, è stata riattivata e che sarà rappresentata nell’annullo filatelico che Poste Italiane realizzerà domani, giovedì 13 agosto, per la 44a edizione dello Spoltore Ensemble. A Spoltore sono visibili ancora oggi alcune delle sue opere più importanti: nel corso dell’intitolazione è stato distribuito un opuscolo, realizzato dall’Accademia degli Insepolti in collaborazione con il Comune di Spoltore. Liberi, ha ricordato l’architetto Amelia Moccia, è noto soprattutto per i suoi interventi urbanistici e architettonici realizzati nel territorio pescarese, mentre sono rimaste più a lungo nell’ombra le opere progettate direttamente a Spoltore.
Sono tre le opere ancora oggi visibili a Spoltore individuate e approfondite dalla ricerca: la Cappella della Madonna del Popolo, progettata nel 1905; la Cappella del Cimitero, realizzata intorno al 1915; e Villa De Sanctis, costruita tra il 1910 e il 1920. Opere che, giunte fino a noi pressoché integre, contribuiscono ancora oggi al pregio architettonico e all’identità storica del centro abitato.
Il rapporto tra Liberi e Spoltore si inserisce, del resto, in una più ampia vicenda umana e culturale. Nel 1892 Antonino Liberi sposò Ernestina d’Annunzio, sorella di Gabriele, dando vita a un legame familiare che si aggiunse a quello professionale e intellettuale con l’ambiente dannunziano. Tra Liberi e Gabriele d’Annunzio intercorse infatti un lungo carteggio, iniziato già nell’adolescenza e intensificatosi dopo il matrimonio. “Approfondire la figura di Liberi” ha ricordato il sindaco Chiara Trulli “significa riflettere su come il passato possa dialogare con il presente”. Accanto al sindaco anche i consiglieri Marzia Damiani, Agnese Ranghelli e l’assessore Nada Di Giandomenico.

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