Il 17 ottobre la mobilitazione nazionale a Roma con La Via Maestra. Nel Pescarese, nel 2025, 448 sentenze di sfratto per morosità tra città e provincia e 525 sfratti eseguiti con la forza pubblica a livello provinciale.
Il diritto alla casa torna al centro della mobilitazione sociale. L’Unione Inquilini – Coordinamento regionale Abruzzo aderirà alla manifestazione nazionale promossa da La Via Maestra, in programma a Roma il 17 ottobre, partecipando con i propri esponenti abruzzesi. L’iniziativa riunirà la CGIL e oltre cento associazioni, reti e realtà della società civile impegnate nella difesa della Costituzione, del welfare pubblico, dei diritti sociali e della democrazia.
A spiegare le ragioni dell’adesione è Walter Rapattoni, coordinatore regionale dell’Unione Inquilini Abruzzo e componente della Direzione nazionale, che richiama l’attenzione sulla crisi abitativa e sulla necessità di riconoscere la casa come una priorità delle politiche pubbliche.
«La questione abitativa deve essere riconosciuta come una delle grandi emergenze del Paese e come una priorità assoluta delle politiche di welfare», sottolinea l’organizzazione, evidenziando come il caro affitti, la speculazione immobiliare e gli sfratti rappresentino problemi sempre più rilevanti anche nel contesto europeo.
Sfratti, i numeri della provincia di Pescara
A fotografare la situazione del territorio sono i dati relativi al 2025 forniti nel materiale diffuso dall’Unione Inquilini, attribuiti al Ministero dell’Interno.
Nel Comune di Pescara sono state registrate 324 sentenze di sfratto per morosità, mentre nel resto della provincia il dato si attesta a 124, per un totale di 448 provvedimenti legati al mancato pagamento dell’affitto.
Le sentenze per finita locazione sono state 28 a Pescara città e 21 nel resto della provincia, per complessive 49. Non risultano invece sentenze di sfratto per necessità né nel capoluogo né negli altri comuni della provincia.
Il quadro comprende anche 497 richieste di esecuzione a livello provinciale e 525 sfratti eseguiti con l’intervento della forza pubblica. Si tratta di indicatori distinti, che descrivono fasi diverse delle procedure di sfratto.
Povertà e caro affitti, l’allarme dell’organizzazione
Nel comunicato, l’Unione Inquilini richiama inoltre i dati nazionali sulla povertà assoluta, indicando oltre 5,7 milioni di persone e più di 2,2 milioni di famiglie in questa condizione. Secondo l’organizzazione, oltre un milione di famiglie in affitto vive in povertà assoluta.
Tra i fattori che alimentano l’emergenza vengono indicati l’aumento dei canoni, la riduzione dell’offerta abitativa accessibile, la crescita degli sfratti per morosità e la carenza di investimenti nell’edilizia residenziale pubblica.
L’Unione Inquilini sottolinea inoltre che nel solo 2024 sarebbero stati eseguiti con la forza pubblica oltre 21mila sfratti in Italia, in larga parte riconducibili alla morosità incolpevole.
Le richieste: più alloggi pubblici e sostegno agli affitti
La partecipazione alla manifestazione del 17 ottobre sarà l’occasione per rilanciare una serie di proposte. Tra queste figurano un piano nazionale di edilizia residenziale pubblica, il rifinanziamento dei fondi per il sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole, il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e misure per contrastare la speculazione immobiliare.
L’organizzazione chiede anche interventi capaci di garantire canoni sostenibili nelle città e contesta i modelli di social housing che, a suo giudizio, non assicurano un’effettiva risposta ai bisogni delle fasce più fragili.
«Non può esserci un welfare universale senza una politica pubblica per l’abitare», è la posizione espressa dall’Unione Inquilini, che richiama l’attenzione sulle difficoltà di lavoratori, pensionati, giovani e famiglie alle prese con costi abitativi sempre più gravosi.
La mobilitazione di Roma punta dunque a riportare il diritto alla casa al centro dell’agenda politica e sociale. «La casa deve tornare ad essere considerata un diritto e non una merce», conclude l’organizzazione.
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