Parco Urbano di Piazza d’Armi, l’Australia toglie 3milioni. Il progetto verrà ridimensionato

Parco Urbano di Piazza d’Armi, l’Australia toglie 3milioni. Il progetto verrà ridimensionato
28 Set 2023

A causa dei ritardi “il Comitato Australian Abruzzo Earthquake Appeal Fund ha espresso la volontà di destinare il contributo di 3milioni di euro, già riservato al cofinanziamento della costruzione del nuovo teatro all’interno del parco urbano di Piazza d’Armi, ad altro intervento di competenza comunale di più immediata concretizzazione nonché direttamente riconoscibile ed esclusivo in capo al contributo”. E’ quanto si legge in una recentissima determinazione dirigenziale del Comune dell’Aquila che si occupa di ridefinire “il processo d’attuazione dell’intervento” del Parco Urbano di Piazza d’Armi.

Ora quindi le risorse disponibili per la realizzazione dell’intervento sono passate da 22 a 19milioni “il che non consente di attuare l’originario appalto nei termini e previsioni del progetto definitivo”, ma “nel rispetto, tuttavia, dei criteri ed obiettivi determinati con il concorso di progettazione nonché, in parte, delle caratteristiche e concept del progetto definitivo redatto dallo studio degli architetti associati Cibinel-Laurenti-Martocchia”

Progetto che pertanto verrà ridefinito ma che deve attenersi  “alla realizzazione di un parcheggio a raso di circa 200 posti auto nell’area nord del comparto in prossimità del complesso della chiesa provvisoria di San Bernardino; alla realizzazione di un parcheggio a raso di circa 200 posti auto nell’area ovest del comparto, in adiacenza di Via U.Piccinini, ad uso anche di interscambio; alla realizzazione di una struttura auditorium, per circa 2000 posti a sedere, ed annessa piazza, ubicata in posizione baricentrica al comparto; alla realizzazione dell’area parco con annesse piantumazioni e percorsi ciclo pedonali, nonché laghetto ed aree gioco e fitness”.

Vedremo insomma cos’altro succederà. Perché quella del Parco Urbano di Piazza d’armi è una storia che dura da più di dieci anni. Bisogna partire da quando l’Amministrazione Cialente compra dal demanio militare l’area per 2milioni di euro, e dopo il sisma diventa oggetto di uno dei progetti di rilancio per l’entrata Ovest della città. Così sulla base del masterplan approvato in Consiglio comunale nel 2010 si raccolgono i fondi. Si arriva a quota 22milioni grazie, oltre ai soldi australiani, ai 15milioni del piano di valorizzazione urbana del bando “piano per le città” e i quattro provenienti dai deputati e senatori del Pd in base alla cosiddetta legge Mancia.

Una volta redatto il progetto definitivo dello studio Cibinel-Laurenti-Martocchia, nel 2014 viene affidata con un appalto integrato, la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori alla Rialto Spa, che se lo aggiudica con un ribasso del ben 60,53%.

Nel maggio del 2017 il progetto esecutivo viene presentato in Comune che lo trasmette all’autorità di verifica, che a sua volta evidenzia una serie di modifiche in conseguenza delle quali il progetto subisce un grosso aumento passando da 10 a 15milioni di euro. Il nuovo progetto viene presentato al Comune (amministrazione Biondi) nel 2019.

Ne segue una fase che nel 2022 culmina con “la tardiva rescissione del contratto”, come dichiarato lo scorso agosto dalle opposizioni in Consiglio Comunale, che denunciavano i ritardi e sottolineavano come – se non si ravviava l’iter – si stesse rinunciando ad un’opera “fondamentale per il futuro della città”.

Ieri la determinazione con la notizia della perdita dei fondi provenienti dall’Australia e la conseguente rimodulazione, necessariamente a ribasso.

Chissà se l’Amministrazione Biondi, arrivata al secondo mandato, riuscirà a realizzare un progetto importante che coinvolge un’area molto ampia dove oggi vigono le sterpaglie, oltre che i sentieri realizzati spontaneamente dai cittadini che quell’area comunque la attraversano già.

Di certo Piazza d’Armi non è l’unico intervento lasciato, per così dire, a metà. Ci sono anche svariate scuole, il Ponte Belvedere, il Palajapan, il Teatro, il palazzetto dello Sport in Viale della Croce rossa e  altro ancora.

 


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  • Paolo Baglioni ha detto:

    La butto lì: Spostiamoci l’Auditorium di Renzo Piano a Piazza D’Armi 😊
    Se l’Australia, come si dice in questo recente articolo, stufa dei tempi biblici che questa città ha nel realizzare le opere, ha ritirato il suo “dono” di 3.000.000,00 di euro per la realizzazione di un auditorium all’interno del Parco Urbano di Piazza D’Armi, perché non pensare di trasferirci quello di Renzo Piano?
    Si potrebbe anziché ristrutturalo lì dov’è, smontarlo come già previsto all’inizio e trasferirlo a Piazza D’Armi dove avrebbe una sua collocazione centrale e di sicuro impatto con i suoi colori autunnali all’interno del nuovo Parco Urbano.
    Cosa ne pensate?