NurSind denuncia la carenza di infermieri ad Avezzano: “Pediatria allo stremo”

NurSind denuncia la carenza di infermieri ad Avezzano: “Pediatria allo stremo”
03 Lug 2026

Ancora una volta il NurSind è costretto a denunciare con forza la gravissima situazione organizzativa che affligge la ASL 1 Abruzzo.

Di seguito la nosta stampa integrale.

“Questa volta il nostro reclamo riguarda il reparto di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Avezzano ed è, come sempre, determinato da scelte gestionali della Dirigenza delle Professioni Sanitarie prive di visione strategica e capacità operativa, con la conseguente penalizzazione degli operatori sanitari e della stessa qualità dell’assistenza.

È inaccettabile il meccanismo di continuo spostamento del personale infermieristico per sanare carenze croniche create dalle stesse decisioni dirigenziali. Un’unità infermieristica è stata sottratta al reparto di Chirurgia Vascolare per essere destinata al Distretto, in totale violazione della disciplina della mobilità interna. Successivamente, per coprire il vuoto creatosi in Chirurgia Vascolare, è stata sottratta un’infermiera dal reparto di Pediatria, generando un’ulteriore grave carenza nell’organico di questa Unità Operativa.

Questo modus operandi non risolve i problemi strutturali, ma si limita a spostare le emergenze da un reparto all’altro, impoverendo servizi assistenziali delicatissimi come quello pediatrico e sconvolgendo quel fondamentale criterio di interazione e integrazione che costituisce, soprattutto in sanità, un elemento essenziale del lavoro di équipe.

Mentre i reparti ospedalieri di emergenza e degenza soffrono una drammatica carenza di organico, si assiste al paradosso di una massiccia trasfusione di personale presso le Case di Comunità: strutture che, allo stato attuale, come tutti sanno, sono del tutto non funzionanti, male funzionanti o addirittura prive dei requisiti strutturali minimi per operare. Il risultato è la presenza di professionisti sanitari di fatto inoperosi, mentre i reparti ospedalieri collassano.

La situazione ha raggiunto un livello di guardia tale da costringere i dirigenti a declinare le responsabilità derivanti dall’impossibilità di garantire i necessari livelli assistenziali e la stessa qualità professionale degli operatori sanitari, i cui diritti vengono costantemente violati. Tra le principali criticità si registrano la mancata garanzia dei riposi compensativi e dei congedi ordinari, il ricorso sistematico e forzato ai turni di “doppia notte”, in palese violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) e dei limiti orari contrattuali, oltre alle indebite pressioni sul personale beneficiario della Legge 104/92, al quale viene chiesta la “cortesia” di spostare i giorni di permesso previsti dalla legge, ledendo un diritto assistenziale insindacabile e tutelato.

La gestione del personale non può continuare a basarsi sul sacrificio sistematico dei diritti dei lavoratori, le cui ripercussioni sui livelli di sicurezza e sulla qualità delle cure sono facilmente intuibili. Il personale infermieristico della Pediatria è ormai stremato e non è più disposto a subire le conseguenze di una programmazione fallimentare.

Tutto ciò premesso, la scrivente Organizzazione Sindacale ha diffidato la Dirigenza delle Professioni Sanitarie e la Direzione Aziendale dal proseguire con tali provvedimenti cosiddetti d’urgenza, la cui dichiarata “temporaneità” è una barzelletta che non fa più ridere nessuno, intimando alla Direzione della ASL il reintegro immediato delle unità infermieristiche indebitamente sottratte ai reparti di Pediatria e di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale di Avezzano, l’urgente ricognizione del personale assegnato alle Case di Comunità non ancora attive e l’immediata riassegnazione del personale alle Unità Operative ospedaliere oggi in grande sofferenza, nonché il pieno rispetto dei turni di riposo, dei piani ferie e dei diritti sanciti dalla Legge 104/92.

In mancanza di riscontro e, soprattutto, di soluzioni immediate, questa Organizzazione Sindacale attiverà tutte le tutele legali e sindacali del caso, non escludendo la proclamazione dello stato di agitazione del personale”.


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