Normandia, progettazione internazionale: tra i più innovativi l’avezzanese De Santis

Normandia, progettazione internazionale: tra i più innovativi l’avezzanese De Santis
08 Lug 2025

di Alessandra Prospero

 

Normandia –  A novembre 2024 sono stati ufficialmente decretati i primi tre vincitori del concorso Brise-Vent Havre, che mirava a rivitalizzare la struttura a vela in cemento abbandonata di Le Havre, originariamente costruita per proteggere il porto dalle raffiche di vento, trasformandola in un museo unico nel suo genere. L’obiettivo era quello di convertire questo punto di riferimento dimenticato in uno spazio urbano in grado di ripristinare il suo status di spazio pubblico vitale.
I progetti vincitori hanno avuto il non semplice compito di bilanciare la conservazione storica con le esigenze contemporanee.
La giuria ha sottolineato l’uso innovativo di materiali sostenibili, come il legno, e l’integrazione del verde, che hanno contribuito alla creazione di spazi flessibili e multifunzionali. E ha anche operato una ristretta selezione fra 7500 partecipanti, pubblicando “in primo piano” i progetti con i design più innovativi. Tra questi progetti vi è quello dell’avezzanese Alessandro De Santis, dal titolo “The New Brise-Vent”.

Nell’ultimo mese il lavoro è stato ritenuto talmente meritevole da essere anche pubblicato sulla pagina instagram del concorso.

Lo condividiamo volentieri con i lettori di AbruzzoSera.

Alessandro De Santis ha risposto in esclusiva per AbruzzoSera alle mie domande:

Un risultato importante in un concorso che valica i limiti nazionali e ci traporta in Normandia. Come ha preso la notizia?
È stata una bella soddisfazione poiché il progetto era impegnativo e di non facile lettura data l’architettura molto fuori standard. Di conseguenza ho apprezzato molto l interesse che hanno mostrato, considerando anche il fatto che è  stata la mia prima partecipazione progettuale a questa associazione che è una community globale.

Per questo progetto a cosa si è ispirato?
Il progetto prevedeva la ristrutturazione e riqualificazione completa di questa struttura post-bellica che negli anni passati aveva una funzione di protezione dell’area portuale dalle intemperie, per cui per ripensare completamente le possibilità e capacità di un elemento edilizio di tali dimensioni non è stato facile. In ogni caso mi sono ispirato a delle architetture del passato rielaborando il tutto in chiave moderna seguendo anche alcune impostazioni di architetti di fama mondiali tra i quali Richard Meyer.

La regione francese della Normandia è decisamente suggestiva. C’è un luogo, in Italia o all’estero, che le ispira un progetto altrettanto importante?
Sicuramente sì. L’Italia ha tanti luoghi che avrebbero bisogno di progetti di riqualificazione seria e in merito penso subito alla mia città natale di Avezzano nella quale è presente un vecchia struttura storicamente simile: lo Zuccherificio. Tale costruzione ormai abbandonata da anni e classificata come archeologia industriale, potrebbe essere oggetto di un intervento simile utilizzandola come struttura ricettiva e nello stesso tempo riqualificarla preservandone l’originalità e la storia che rappresenta.

Il suo “nickname” su Instagram è @isentieridelcielo e su facebook è “Altavista”: in effetti sembrerebbe che la sua propensione sia proprio quella di riuscire a immaginare ma anche a vedere dall’alto. Lei lavora anche con i droni?
Sì, sono circa 10 anni che utilizzo queste nuove tecnologie di ripresa del territorio e per lo più le uso per dare una visione “spaziale” del territorio dato che siamo ancora abituati a vedere le cose in maniera bidimensionale.

Quando e come nasce questa passione?
Questa passione è nata essenzialmente per due motivi: la voglia di vedere il mondo sotto un’altra prospettiva e la necessità lavorativa di rappresentare il territorio in 3 dimensioni. La capacità di questi strumenti consente appieno di attuare questi aspetti e quindi ho sviluppato tecniche e capacità di ripresa per rappresentare al meglio il nostro territorio.

L’impiego dei droni oggi è anche strategico a livello militare, cosa ne pensa?
I droni “de facto” sono tecnologia militare riconvertita in ambito civile, ma io personalmente non sono per le soluzioni militari poiché la guerra crea più problemi di quanti effettivamente ne risolva, pertanto, sullo sviluppo per uso civile sono favorevole ma su quello militare non sono affatto d’ accordo.

In Abruzzo ci sono scenari naturali meravigliosi e fonte di grande ispirazione: ce n’è uno che ha nel cuore? Perché?
Di fatto ne ho più di uno poiché l’Abruzzo, avendo una orografia estremamente varia presenta luoghi molto caratteristici, penso al Monte Velino che rappresenta un po’ il “guardiano” delle nostre zone, penso al Gran Sasso nell’ aquilano, sede spesso di set cinematografici importanti, penso alla costa dei trabocchi nel Teatino che rappresenta il passato di una società dedita alla pesca. Ognuno di questi luoghi racconta un pezzetto di storia che ci fa capire come siamo arrivati sin qui.

I suoi prossimi progetti o lavori?
Difficile a dirsi con precisione, ma avendo bisogno di maggior “pulizia e sostenibilità” penso che la direzione futura sarà questa: progetti e lavori atti a ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza e il comfort.


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